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Baretta: 'Al lavoro su orari e distanze, questione poco definita'

  • Scritto da Redazione
  • Published in Generale

Il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta evidenzia che orari e distanze sono un problema, cui si sta lavorando in vista del 30 aprile.

Gli orari e distanze delle sale e degli apparecchi con vincita in denaro sono “purtroppo un aspetto ancora poco definito e non nego che rappresenti un problema. Credo che qualcosa di migliorativo posso arrivare prima del 30 aprile data limite fissata dalla Legge di Stabilità 2016 per la convocazione della Conferenza Stato-Enti locali per il riassetto territoriale del settore. Qui si parlerà anche di orari e distanze, in primis di una diversa collocazione dei punti nelle periferia della città. Spesso fuori controllo”.

Lo sottolinea il sottosegretario all'Economia con delega al gioco Pier Paolo Baretta in un'intervista all'agenzia Agir, nella quale si esprime anche sui giochi in monoconcessione e se essi costituiscano un tema rilevante al fini della concorrenza nell'attuale configurazione delle concessioni: “Direi di no. A me sembra che la situazione attuale sia ben strutturata e soprattutto trasparente. Parlo sia delle gare di appalto sia del concetto stesso di concorrenza”. E quanto alla demonizzazione che spesso si è fatto del settore, Baretta sottolinea come sia indubbio “come il periodo che stiamo vivendo, di crisi economica soprattutto, esasperi certi concetti e certe situazioni. La moltiplicazione incontrollata delle macchinette è stato uno dei problemi, ma non tutto è da buttare. Ad esempio si sottovaluta l’importanza dell’aspetto industriale del settore, la professionalità, la capacità di produrre occupazione, risorse, investimenti. Secondo me va un po’ ripensato il modello partecipativo, sicuramente va ripensata la governance. Questo mi sembra un punto incontrovertibile. Troppi concessionari, troppi gestori, troppe associazioni. Abbiamo bisogno di snellire decisioni, interventi, programmi. Ma che ci sia un problema di eccesso di gioco questo è vero, specie come detto per le macchinette”. Inoltre, “una cosa è regolamentare un settore, un’altra è non considerare l’effetto positivo del gioco legale. La lotta alle attività criminose si attua sì con la repressione ma anche con una buona gestione del gioco pubblico. E quindi per combattere l’illegalità dobbiamo potenziare le due fasi suddette: più repressione, migliore attività del gioco legale”.
Baretta si dice inoltre favorevole, in linea di principio, alla destinazione di scopo, alla destinazione di scopo, “perché solo così si attua quel legame diretto tra prelievo fiscale ed obiettivo che in ambito locale aiuta il cittadino a capire meglio del perché di una certa tassa. Unica differenza è che nel mondo del Gioco non ci sarebbe solo uno scambio diretto (tu mi dai questo, noi facciamo questo) ma anche la possibilità che i fondi vadano destinati alla lotta alla ludopatia, un ambito che ancora oggi non vede contorni di intervento chiari e precisi”. Infine, un passaggio per ribadire che nelle vigente legge di Stabilità “non è stata inserita una nuova imposizione una tantum come nel passato. Ma per quelle degli anni scorsi non c’è via d’uscita: vanno pagate” e che il processo di riduzione del parco macchine in atto andrà avanti: “Parliamo di 100mila macchinette in meno, la riorganizzazione è necessaria anche perché il futuro del settore dal punto di vista tecnologico è e sarà sempre più sofisticato. Ma resto ottimista”.

 

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