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As.Tro: "Norme gioco uguali in tutto il territorio nazionale"

  • Scritto da Sm
  • Published in Generale

“Dai primi resoconti provenienti dal convegno in corso oggi in Senato dai promotori della Campagna ‘Mettiamoci in gioco’, giungono spunti interessanti di riflessione, anche se resta elevato lo sconforto derivante dal tempo che si ostina a voler perdere, nel ritardare la “messa a sistema” di istituzioni – imprese – volontariato” all’interno di un empirico programma nazionale di progressivo abbattimento delle criticità legate al gioco”.

E’ il commento dell’associazione As.tro al convegno di oggi in Senato. Il mondo del ‘volontariato’ chiede: modifica della legislazione vigente, per conferire ai sindaci e alle giunte comunali un reale potere di controllo sulla diffusione e utilizzo dei numerosi strumenti di gioco sul proprio territorio. Modifica della tassazione dei giochi, eliminando la variabilità attuale, ed elevando le entrate complessive dello Stato. Ultimare le procedure previste dal decreto Balduzzi per l’inserimento del gap nei Lea. Vincolare l’1% del fatturato annuo dei giochi al finanziamento delle azioni di prevenzione, assistenza, cura e ricerca relative al gap, garantendo anche attraverso questo fondo il rispetto e l’attuazione dei Lea.

Realizzare il decreto Balduzzi sulla regolamentazione della pubblicità sul gioco, vietando quelle che indicano le possibilità di vincita senza contrapporle alla possibilità di perdere, e anche di vincolare l’esercizio delle concessioni di gioco al rispetto del codice di autoregolamentazione adottato dalla federazione Sistema Gioco Italia, stabilendo una authority di controllo esterna ai Monopoli di Stato, con reale capacità sanzionatoria. Moratoria sull’introduzione di nuovi giochi fino a quando non saranno resi noti i risultati di ricerche promosse da enti terzi. Adottare il registro unico nazionale delle persone che chiedono l’autoesclusione dai siti di gioco,

Uniformare la disciplina che regola le scelte di autolimitazione e autoesclusione per tutti i concessionari di gioco online.

LE RICHIESTE DELL’ASSOCIAZIONE - As.Tro chiede: “tassazione unica sul net – win per tutti i prodotti di gioco, in modo da eliminare la voracità erariale connessa all’imposizione tributaria sulla mera raccolta (che in sé equivale all’incentivazione costante al gioco), introducendo il regime unico di prelievo incentrato sulla differenza tra incassato ed erogato in premio (ed effettivamente riscosso). Dove adottato, questo sistema ha incrementato le entrate erariali dopo pochissimo tempo dalla sua messa a regime, elevando la qualità degli operatori e la responsabilizzazione dell’utenza.

Norme uguali in tutto il territorio nazionale (siano quelle che siano), in grado di fornire all’impresa un parametro univoco sulle modalità distributive del gioco, sulla base del quale comprendere univocamente quanto gioco si può raccogliere nei singoli territori.

Massima severità contro chi viola le regole, tutte, comprese quelle relative alla pubblicità.

Norme per consentire agli operatori di “espellere” i giocatori eccessivi dal circuito del gioco legale, con la garanzia che preposte le Istituzioni prendano effettivamente in carico le segnalazioni di tali soggetti.

Vincolare il 100% dei proventi erariali da gioco (sanzioni comprese) al finanziamento della spesa sociale, per garantire all’utenza una trasparente e costante percezione diretta sulla destinazione che assume una scelta di spesa così “particolare” come il gioco. Ciò già avviene in Paesi molto “civili”, peraltro coincidenti con chi ha adottato il sistema tributario sopra evidenziato (Ad esempio Regno Unito).

La vera differenza tra i “due mondi” non è quindi il fine ma la “ricetta” con cui perseguirlo.

As.Tro, poi, evidenziare due dati: primo, in Alto Agide, i provvedimenti di “espulsione” delle slot dai bar, hanno generato solo la loro trasmigrazione nelle tabaccherie “accanto”, oltre all’insorgenza dei primi dispositivi anarchici per il gioco illegale. In Liguria la “pianificata” epurazione delle slot dal contesto territoriale sta generando la “pianificazione” della ritirata del gioco lecito dalla Regione, e la conseguente consegna dello stesso alla Criminalità.

Secondo, è quindi evidente che ragionare “localmente” comporta solo squilibri “locali”, mentre le norme “nazionali” impongono alle Amministrazioni Locali il controllo costante dei parametri di sicurezza, responsabilizzandole e coinvolgendole in un monitoraggio tecnico che dia evidenza della validità dei parametri esistenti e della direzione che dovrebbe prendere il loro costante “affinamento”.

As.tro non chiede, quindi, che i Sindaci siano privati di competenze, ma che siano “uniformemente guidati” per controllare l’effetto di un determinato sistema di sicurezza nel loro territorio, al fine di “individuare” le Amministrazioni che ‘lavorano’, e quelle che si limitano alla demagogica richiesta di espulsione del gioco lecito dal loro comprensorio.

A ciò si aggiunge, poi, che proprio la prospettata “implementazione” e messa a regime di tutte le disposizione contenute nel decreto Balduzzi dovrebbe suggerire: la persistente esistenza di un sistema gioco lecito “industriale e performante” da cui trarre il finanziamento per le cure sanitarie connesse al Gap. La ‘nazionalizzazione’ dei parametri di salvaguardia territoriale relativamente alla distribuzione del gioco lecito.

Se si sceglie di mettere all’angolo una ‘fragile politica’, non si otterrà altro che “fragili promesse”, prive di una determinazione seria a risolvere i problemi importanti, richiedenti programmi a verifica empirica, coinvolgenti e quindi concertati con tutti i soggetti attivi”.

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