Brainrot e meme: i giochi fake creati con l’IA invadono gli store

Store digitali invasi dall'ondata di titoli fake, creati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale generativa al solo scopo di spillare quattrini agli utenti più ignari.
Scritto da Daniele Duso

Immagine tratta dalla presentazione sullo store Steam del gioco Bombardiro Crocodilo: The Naked Clue

Negli ultimi mesi, gli store digitali di videogiochi sono stati invasi da una nuova ondata di titoli fake, creati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale generativa. Questi giochi, spesso privi di reale gameplay o contenuti di qualità, sfruttano nomi, grafiche e trend virali per attirare utenti meno esperti e monetizzare attraverso acquisti in-app, pubblicità o abbonamenti ingannevoli.

IMITARE I GRANDI, CAVALCARE I MEME – Come nota anche un recente articolo sullo stesso tema pubblicato dal noto mensile Wired, molti di questi titoli si presentano come versioni alternative o parodiche di giochi famosi, oppure si agganciano a tormentoni virali come Skibidi Boppy o l’Italian Brain Rot, fenomeni nati su TikTok e alimentati da contenuti AI nonsense2. Il risultato? Giochi che sembrano familiari, ma che in realtà sono vuoti, ripetitivi e spesso inutilizzabili. Si passa da finti simulatori di Skibidi Toilet con gameplay inesistente a puzzle game generati automaticamente con livelli impossibili da completare, per arrivare a giochi “brainrot” che promettono comicità surreale ma offrono solo pubblicità e clickbait.

DATI PERSONALI, E SOLDI, A RISCHIO – Questi giochi puntano su utenti poco esperti, spesso giovanissimi, che scaricano titoli gratuiti attratti da grafiche accattivanti o nomi familiari. Una volta aperto, il gioco può richiedere acquisti in-app per sbloccare contenuti che non esistono, mostrare pubblicità invasive o contenuti fraudolenti, raccogliere dati personali senza consenso chiaro. Secondo un’inchiesta di Striscia la Notizia, alcuni giochi mostrano persino finti bonifici bancari per simulare vincite in denaro, utilizzando loghi di banche reali come UniCredit.

STORE INVASI, SI "SALVA" XBOX – A differenza di Steam e Nintendo Switch, lo store Xbox sembra essere meno colpito da questa invasione. Le ragioni principali: principalmente dei controlli editoriali più rigidi. Microsoft, infatti, applica una selezione più severa per la pubblicazione di giochi, anche indie. Ma anche una verifica manuale dei contenuti: ogni titolo deve superare test di compatibilità, sicurezza e qualità e una minor apertura agli sviluppatori non verificati, mentre Steam e Switch permettono una maggiore libertà, Xbox mantiene un ecosistema più chiuso.

COME DIFENDERSI? – Il metodo principale è controllare bene le recensioni e le valutazioni (lasciate dagli altri utenti) prima di scaricare. Ma è bene anche evitare giochi con nomi troppo simili a titoli famosi (in caso di incertezza può aiutare una ricerca online), chiaramente puntano sull'assonanza per attirare i giocatori. In ogni caso è sempre meglio diffidare da app che chiedono pagamenti immediati e non scaricare nulla che non sia proposto tramite fonti ufficiali come il Nintendo eShop, Xbox Store o Steam verificato (anche se pure questi, come visto, non danno sicurezza al 100 percento).

In ogni caso è meglio stare in allerta e magari confrontarsi con amici e community. L’intelligenza artificiale ha sicuramente aperto tante nuove frontiere creative, ma anche molte nuove insidie, e i giochi fake sono il lato oscuro di questa rivoluzione, e solo una maggiore consapevolezza può proteggere gli utenti più vulnerabili.