Risarcimento a ex dipendenti Casinò Campione: ‘Chiarire parametri e criteri’

Alcuni ex dipendenti del Casinò di Campione d'Italia scrivono all'azienda per chiedere chiarimenti in merito ai risarcimenti loro spettanti.
Scritto da Redazione

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In merito all'esecuzione della sentenza del giudice del lavoro di Como del 2022 che disponeva il risarcimento agli ex dipendenti del Casinò di Campione d'Italia quali sono “i parametri esatti e i criteri giuridici, contabili e tecnici utilizzati per il calcolo degli interessi legali (ex art. 1284 c.c.); della rivalutazione monetaria (secondo gli indici Istat Foi ex art. 429, comma 3, c.p.c.)” e “dell’eventuale metodologia di arrotondamento o riparametrazione”? Inoltre, è possibile avere “una tabella analitica che evidenzi, per ciascun ex dipendente: l’importo lordo riconosciuto; le voci retributive considerate (con specificazione della 'retribuzione globale di fatto' presa a base); gli accessori (interessi, rivalutazione) effettivamente calcolati e liquidati” e “le ritenute fiscali e previdenziali applicate e le relative basi di calcolo”?

Queste le richieste fatte all'amministratore delegato del Casinò di Campione d'Italia Stefano Silvestri da dieci ex dipendenti, che ricordano appunto come la sentenza di tre anni fa, emessa dal giudice del lavoro Giovanni Luca Ortore, disponesse il pagamento in loro favore, di una somma pari a dodici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto percepita, oltre agli accessori di legge (interessi legali e rivalutazione monetaria dalla data del fallimento a saldo), in applicazione degli articoli 1218, 1223 e 1284 del Codice Civile.

Sono stati già effettuati i pagamenti relativi a tale sentenza”, prosegue la missiva, ma “a seguito di controlli individuali, risulta che gli importi liquidati non corrispondono a quanto previsto dalla pronuncia giudiziaria, in particolare per quanto concerne il calcolo degli interessi legali maturati, della rivalutazione monetaria dal 2018 al 2025 e la determinazione della retribuzione base, la sentenza parla 'ultima retribuzione globale di fatto'”.

Gli ex dipendenti evidenziano inoltre che “le modalità di calcolo degli importi lordi, nonché le trattenute fiscali e contributive applicate, sono state oggetto di contestazione da parte dei sottoscritti, e telefonicamente da parte di uno studio di  commercialista in quanto non risultano chiaramente motivate né conformi ai principi di trasparenza previsti per l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari”, di non avere “mai ricevuto alcuna 'proposta novativa'”, né di avere “stipulato alcun accordo transattivo successivo alla sentenza del giudice del lavoro di Como, che possa aver modificato, integrato o ridotto l’obbligazione originaria, come prevista e riconosciuta giudizialmente”.