Pagamenti premi ippica, le novità in vista della riunione del Comitato pattern

In vista della riunione di domani, 19 agosto, del Comitato pattern europeo per il galoppo, ecco gli ultimi aggiornamenti del Masaf sui tempi di pagamento dei premi per l'ippica.
Scritto da Redazione

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Si sta arrivando progressivamente ai 90 giorni di tempo medio di pagamento più volte indicato come obiettivo raggiungibile entro il 2025 dal direttore generale Remo Chiodi. In altri termini, l’obiettivo è di arrivare alla liquidazione dei premi di settembre 2025 entro il mese di dicembre 2025. Un miglioramento sensibile se si pensa che, meno di due anni fa (a inizio ottobre 2023), i pagamenti dei premi con fattura erano 'fermi' a dicembre 2022, ossia erano a circa 270 giorni.”

Così si legge in un articolo pubblicato su Grande ippica italiana, sito ospitato da quello del ministero dell'Agricoltura, in vista della riunione di domani, 19 agosto, del Comitato pattern europeo, organo europeo competente sul galoppo, di cui fanno parte le principali autorità ippiche europee, che aveva posto l’Italia “sotto osservazione” anche e soprattutto per il ritardo nel pagamento dei premi, considerato assolutamente fuori dagli standard richiesti da Epc per la permanenza nel primo gruppo, seppur come “associated member”.

Grande ippica italiana quindi rimarca: “I numeri dicono che il tempo medio che decorre dal giorno della corsa all’invio del mandato di liquidazione a Ucb è passato dai quasi 147 giorni del 2023 ai 121 del 2025, con un miglioramento del 17,31 percento, e con un trend progressivamente in miglioramento verso i 90 giorni circa entro fine anno. Se si considera la media ponderata con gli importi (che quindi attribuisce un peso più importante ai premi con fattura), il progresso è stato del 20,16 percento. Ed è un dato significativo, perché va considerato che, al 14 agosto, sono stati inviati per la liquidazione 58,7 milioni di euro di premi contro i 56,3 del 2023.

Quindi è aumentata sia l’efficienza, sia l’efficacia: si paga di più e più velocemente.

Si tratta, come è facile capire, di dati medi, che prendono in considerazione il periodo 1° gennaio-14 agosto e che, di conseguenza, sono da vedere come una corsa con partenza 'a resa di metri', visto che le prime liquidazioni dell’anno, a fine gennaio/inizio febbraio, sono state quelle relative ai premi di agosto e settembre (mediamente da 180 a 150 giorni di ritardo).

E con questa precisazione di capisce bene come oggi si possa parlare, senza considerare casi particolari, di una vera e propria 'accelerazione' repentina dei tempi per arrivare ai livello attuali.

Per dare un’idea del lavoro svolto anche in quest’ultimo periodo, è interessante analizzare la situazione dei premi di maggio 2025. I premi complessivi relativi alla mensilità sono di oltre 8 milioni di euro, più l’Iva stimata per quelli con fattura, per un totale di quasi 8,4 milioni. Di questi, alla data del 14 agosto, è stato liquidato il 31 percento delle somme dovute, e il dato sale al 76 percento se si considerano i mandati di pagamento già in Ucb. Numeri che dimostrano una  parte di scuderie, allenatori, guidatori e fantini abbiano in tasca (o quasi) i premi vinti a maggio, a circa 75 giorni dalla fine del mese in questione e nelle prossime settimane si arriverà alla liquidazione dei tre quarti complessivi dei beneficiari. Il tutto va letto considerando anche quella percentuale, non marginale, di 'sospesi' (poco meno un milione per circa 86 soggetti) che emerge dai controlli amministrativi effettuati.

Il lavoro sulla velocizzazione delle procedure prosegue e oggi è finalmente concreta la possibilità di stabilizzare i pagamenti a circa 90 giorni, un termine che, per quanto ancora al di sopra degli standard di altri Paesi, rappresenta un termine decisamente credibile e accettabile, a tutto vantaggio del settore, che può tornare ad avere accesso – in tempi ragionevoli – alla liquidità garantita dai premi. E questo, soprattutto alla viglia di settembre, il mese delle aste, è certamente uno stimolo per investire in puledri.

C’è ancora parecchio da fare, non mancano le difficoltà e gli ostacoli, ma la strada, quella più volte auspicata da tutti gli operatori, è quella giusta”.