Truffa al casinò di Lugano, in carcere l’ultimo membro della banda criminale
Pochi mesi fa, alla fine del 2024, il Casinò di Lugano è stato vittima di una truffa ben architettata alla roulette elettronica, manomessa con un foro nel plexiglas e l’uso di un filo di ferro per bloccare la pallina sul numero vincente da cinque uomini, che sono riusciti a incassare l'equivalente di 75mila euro.
Nel luglio di quest'anno, due di loro – incensurati e con ruoli marginali nel colpo – sono stati condannati a 18 mesi con la condizionale e espulsi dalla Svizzera per 5 anni.
Ora è arrivato l'arresto di un altro componente della banda, gravato da un mandato di cattura internazionale della Magistratura ticinese.
Secondo quanto riporta un comunicato presente sul sito della Polizia cantonale, l'uomo è stato estradato in Svizzera dopo aver scontato una condanna per fatti analoghi in Francia. Gli altri membri del gruppo criminale “sono stati tutti identificati e arrestati grazie alle indagini condotte in Ticino. Il capobanda è stato recentemente fermato in Armenia grazie a un mandato internazionale emesso dalle autorità ticinesi. Il gruppo, composto da cittadini georgiani, ha preso di mira case da gioco di diversi Paesi europei, riuscendo a manomettere il sistema di gestione della roulette automatica”.
Le ipotesi di reato a carico dell'ultimo arrestato sono di truffa, danneggiamento e infrazione alla Legge federale sugli stranieri.
Nella vicenda, precisano dalla Polizia cantonale, è stata fondamentale la collaborazione alle indagini da parte del Casinò di Lugano che solo grazie all’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza della casa da gioco ha scoperto come i truffatori, informati in tempo reale, piazzassero le puntate su slot non adiacenti al tavolo per non destare sospetti.