Nuovo Galoppo Italia al Masaf: ‘Rilanciare le corse ad ostacoli’

Nuovo Galoppo Italia rimarca la crisi delle corse ad ostacoli, che dal 2022 al 2023 ha perso 505.000 euro di dotazioni e 21 corse, e chiede intervento del Masaf.
Scritto da Redazione

© Ippodromo di Merano - Sito ufficiale

“I dati ufficiali del Masaf certificano un drastico ridimensionamento delle corse ad ostacoli negli ultimi anni.
Nonostante la qualità dei cavalli, la presenza di scuderie provenienti da tutta Europa e l’impegno costante degli ippodromi di Merano e Pisa, i numeri mostrano un crollo evidente. Quanto alle dotazioni delle corse ad ostacoli (comprensive di Grandi Premi) si registrano: per il 2022, 3.164.000 euro, 164 corse; per il 2023, 2.659.000 euro, 143 corse; per il 2024, 2.646.000 euro, 133 corse.
Dal 2022 al 2023 il settore ha perso 505.000 euro, pari al 16 per cento, e 21 corse in calendario, pari al 13 per cento. Nel 2024 il calo è proseguito, con ulteriori 10 corse in meno e un ulteriore ridimensionamento delle risorse.
Una riduzione che mette a rischio la sopravvivenza dell’intera disciplina, colpendo proprietari, allenatori, fantini e ippodromi.”

A tracciare questo quadro poco rassicurante è l'associazione Nuovo Galoppo Italia, in una nota.

“Non solo mancano sostegni concreti: alcune associazioni hanno contribuito con fermezza a spostare il montepremi dalle corse in ostacoli a quelle in piano. È paradossale che la stessa Direzione generale per l’ippica sostenga che, in generale, il montepremi sia aumentato”, rimarca l'associazione.
“A tutto questo si aggiunge l’assurdo non riconoscimento della specialità delle corse in ostacoli, che proprio per questa ragione continua a subire tagli e prevaricazioni, invece di ricevere il sostegno dovuto. Così come non è pensabile che nessun ippodromo dedicato agli ostacoli abbia ottenuto il riconoscimento di rilevanza strategica, a fronte del ruolo storico, tecnico e internazionale che la disciplina ricopre.
È urgente un intervento di riforma e di rilancio, con un rifinanziamento adeguato del settore, una programmazione stabile e continuativa e la tutela dei Grandi Premi e delle corse di tradizione. L’ostacolismo è parte integrante della storia equestre nazionale: senza un’inversione di rotta, il rischio è la sua progressiva estinzione”.