Consiglio Basilicata, Bochicchio (Avs): ‘Stessi orari per tutte le attività di gioco’
Con la ripresa dei lavori politici dopo la pausa estiva, il consiglio regionale della Basilicata è tornato ad occuparsi di prevenzione del gioco patologico.
Se ne è parlato oggi, 10 settembre, nella commissione consiliare Bilancio e programmazione, ed è emersa “l’esigenza di disciplinare e uniformare gli orari di apertura delle attività commerciali che gestiscono apparecchi da gioco e rafforzare i programmi di prevenzione e sensibilizzazione sul territorio”.
A renderlo noto è Antonio Bochicchio, capogruppo di Avs-Psi-LBp in consiglio regionale, dopo l'audizione in commissione di Roberta Santopietro, presidente dell’associazione Famiglie fuori gioco, realtà attiva da anni nella promozione della prevenzione e nella sensibilizzazione rispetto al fenomeno del gioco patologico e delle nuove dipendenze.
“L’associazione – prosegue Bochicchio – ha inoltre espresso il proprio disappunto per la mancata nomina, da parte della Regione, dei componenti dell’Osservatorio regionale sul gioco d’azzardo, strumento fondamentale per il monitoraggio e la pianificazione di interventi efficaci. È stata inoltre segnalata la crescente difficoltà ad accedere agli istituti scolastici per svolgere attività informative e di prevenzione rivolte agli studenti. La Commissione, riconoscendo il ruolo fondamentale del terzo settore nella costruzione di una rete capillare ed efficace di contrasto alla ludopatia, ha espresso attenzione e disponibilità a valutare le proposte avanzate e ha deciso di: inviare una nota di sollecito agli uffici regionali competenti affinché procedano alla nomina dei componenti dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo; trasmettere una nota all’Ufficio scolastico regionale affinché sensibilizzi i dirigenti scolastici ad aprire le porte delle scuole alle associazioni impegnate nella prevenzione delle dipendenze da gioco.”
Bochicchio quindi rimarca: “L’impegno della Regione Basilicata nel contrasto al gioco d’azzardo patologico deve essere costante e incisivo, poiché non si tratta solo di una questione individuale, ma di una sfida collettiva che richiede risposte concrete, integrate e coraggiose da parte delle istituzioni. Solo attraverso una collaborazione sinergica tra enti pubblici, privato sociale e comunità locali sarà possibile tutelare le persone più fragili e rafforzare la coesione sociale. L’audizione odierna – conclude – rappresenta un passo importante nel percorso di dialogo e confronto tra istituzioni e società civile, finalizzato ad affrontare con responsabilità e partecipazione una problematica che incide profondamente sul benessere delle comunità locali”.