Stati Uniti: ad agosto calano le visite nei casinò ma i ricavi tengono
Il mese di agosto conferma una tendenza ormai consolidata per il mercato dei casinò statunitensi: meno visitatori, ma entrate stabili. Secondo un’analisi di Jefferies Equity Research, il traffico nei casinò fisici ha registrato un calo del 5,4 percento rispetto all’anno precedente e rimane ancora sotto del 17,5 percento rispetto ai livelli precedenti il 2019. L’analista David Katz sottolinea come i dati siano in linea con l’andamento degli ultimi mesi, nonostante il brusco calo del 10,1 percento a luglio, che viene definito più come un’anomalia che come un nuovo trend.
A fronte di un minor numero di visitatori, il settore ha saputo compensare con una spesa media per giocatore più alta e con l’efficienza delle strutture. I ricavi da gioco lordo (Ggr) sono così rimasti stabili, confermando la resilienza del comparto. Secondo Katz, i mercati regionali stanno mostrando performance migliori rispetto a Las Vegas che, nel breve periodo, continua a soffrire, in attesa di una ripresa attesa solo nell’ultimo trimestre del 2025.
DIFFERENZA TRA STATI E MERCATI – La situazione, però, varia a seconda delle aree:
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Pennsylvania ha già superato i livelli di affluenza del 2019,
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Illinois e New Jersey hanno registrato invece cali più consistenti,
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a Black Hawk (Colorado) il traffico è cresciuto del 5 percento, sebbene il dato sia influenzato dall’apertura del Monarch Casino Resorts nel 2022.
Tra gli operatori meglio posizionati nel breve termine, Katz cita Penn Entertainment – grazie ai progetti di riqualificazione in Illinois e Ohio – e Churchill Downs, che continua a crescere con nuove aperture in Kentucky, Virginia e New Hampshire.
UN MERCATO IN TRASFORMAZIONE
Volendo tirare le somme, da quello che emerge dalla ricerca, il settore dei casinò negli Stati Uniti sta attraversando una vera e propria fase di transizione post-pandemia. L’affluenza, pur mostrando segnali di stabilizzazione, resta ancora significativamente inferiore ai livelli pre-Covid. Questo dato conferma come il pubblico abbia modificato le proprie abitudini: si esce meno di frequente, ma quando lo si fa, si tende a spendere di più. A garantire la tenuta dei ricavi è infatti un mix di fattori: da un lato una spesa media per giocatore in crescita, alimentata dalla ricerca di esperienze più complete e coinvolgenti; dall’altro, le nuove aperture e i progetti di riqualificazione che hanno reso molte strutture più attrattive e competitive sul mercato.
Un ruolo centrale lo gioca anche l’evoluzione dei comportamenti dei consumatori: il giocatore post-pandemia è più selettivo, privilegia qualità e servizi accessori (intrattenimento, ristorazione, eventi collaterali) e spesso alterna l’esperienza fisica a quella digitale. In questo senso, il legame sempre più stretto tra casinò tradizionali e gaming online rappresenta un ulteriore driver di crescita.
Nel complesso, più che un settore in difficoltà, i casinò Usa mostrano oggi i tratti di un mercato che, pur ridimensionato nei numeri complessivi di visitatori, sta riposizionandosi su basi più solide e redditizie, puntando su fidelizzazione, innovazione e diversificazione dell’offerta.