Poker Usa: riapre poker room in Texas dopo una battaglia legale di tre anni
Ci sono strade che si chiudono e altre che invece si aprono all’improvviso. Come quella del Champions Social Club che a breve accoglierà i giocatori di poker dopo una lunga battaglia legale contro la città di Dallas per preservare il suo suo diritto di operare in un'ex steakhouse. La storia dura da diverso tempo ma stando ai fatti, il permesso precedentemente approvato per l'attività del club l'anno scorso era stato revocato.
Ci è voluto un Board of Adjustment Panel (ovvero un collegio nominato da un governo locale) in questo caso composto da cinque membri per ribaltare tale decisione con una votazione netta a favore della riapertura per 4 a 1. In precedenza, infatti, la Corte Suprema del Texas si era rifiutata di prendere in considerazione una sentenza della corte d'appello in un caso simile presso un'altra sala da poker, ovvero la Texas Card House.
Quest’altro club di poker privato, situato sempre a Dallas, aveva continuato a operare durante la sua battaglia legale, mentre il Champions, che gestisce un’altra sala a Houston, è in attesa di aprire per la prima volta. L’udienza che ha portato alla riapertura e che si è radunata martedì scorso è durata più di sette ore, prima del voto finale.
Come riportato su Poker.org Il club aveva programmato di aprire nel 2021 nell'ex III Forks Steakhouse, ma ha dovuto affrontare l'opposizione di un quartiere vicino e interpretazioni contrastanti sulla legalità del poker in Texas. Tutto questo, con un investimento di 15 milioni di dollari per ristrutturare la proprietà, avevo portato la Champions a intentare una causa con una battaglia legale durata tre anni, visto che la richiesta del Certificato di Abitabilità era stata inizialmente data.
Alla fine, il certificato è stato concesso nel 2024, ma la città ha cambiato idea la settimana successiva, sostenendo che si trattasse di un errore. Per capire bene le dinamiche, dunque, occorre specificare che la città di Dallas si oppone a qualsiasi sala da poker in città, sostenendo che viola la legge statale.
Altre sale operano in tutto lo stato utilizzando un modello di club privato, che sfrutta una scappatoia nelle altrimenti severe leggi anti-gioco del Texas. In sintesi, i club richiedono una quota associativa e l'affitto dei posti, ma non riscuotono rake né beneficiano delle partite stesse. Il voto finale includeva, tra le altre considerazioni, un emendamento per una recinzione di due metri e mezzo per separare il traffico tra la sala da poker e il complesso residenziale.
Al momento non è stata ancora resa nota la data di apertura al pubblico del Champions Dallas ma stando ai fatti, potrebbe avvenire a breve.