Fiamma tricolore: ‘Chiarire rapporti fra Comune di Pavia e di Campione d’Italia’
“Chi doveva vigilare, ora si dimetta. La politica non sia complice. Negli ultimi giorni l’opinione pubblica è stata distratta — volutamente? — dal caso dei 100.000 euro transitati da una partecipata del Comune di Pavia verso le Bahamas, e successivamente approdati a Campione d’Italia. Una notizia che, se confermata, rappresenterebbe molto più di un semplice episodio isolato: è il segnale evidente di un sistema malato, opaco, e soprattutto fuori controllo nei meccanismi di vigilanza e trasparenza. Mentre a Campione si tenta di scaricare le responsabilità su 'anomali movimenti finanziari', la vera regia politica e amministrativa di questa operazione va cercata altrove: a Pavia.”
Inizia così il comunicato stampa diffuso dal Movimento sociale Fiamma Tricolore – Federazione di Como, a firma del segretario organizzativo Carlo Russo.
UNA CRONISTORIA CHE PARLA CHIARO – Russo mette in fila le date. “2022-2023: Diverse partecipate del Comune di Pavia vengono segnalate dalla Corte dei conti per criticità gestionali e opacità nei bilanci. 2024: Una di queste società entra nel mirino per flussi finanziari 'anomali' verso l’estero. La segnalazione non porta a indagini formali immediate, ma viene archiviata con superficialità. Estate 2025: Emergono tracce di fondi che, partiti da una di queste partecipate, transitano per conti off-shore alle Bahamas, per poi riapparire a Campione d’Italia, in un contesto ancora poco chiaro ma che richiama meccanismi tipici del riciclaggio. Settembre 2025: La stampa locale e nazionale inizia a parlarne. Ma i vertici amministrativi di Pavia e i responsabili della vigilanza tacciono o minimizzano.”
LE RESPONSABILITÀ DEI COMUNI DI PAVIA E CAMPIONE – Il segretario organizzativo del Movimento sociale Fiamma tricolore – Federazione di Como quindi prosegue: “È bene chiarire: le responsabilità giuridiche, politiche e amministrative non si fermano a Pavia, ma coinvolgono a pieno titolo anche Campione d’Italia, in quanto territorio di arrivo dei flussi sospetti e soggetto ad obblighi di trasparenza e vigilanza identici a qualsiasi altro comune italiano, ai sensi delle seguenti normative: D.Lgs. 231/2007 (antiriciclaggio), obblighi di segnalazione per operazioni sospette da parte degli enti pubblici e dei soggetti controllati o partecipati; D.Lgs. 33/2013 (trasparenza nella Pubblica amministrazione), obbligo di pubblicità e tracciabilità dei flussi finanziari e dei rapporti tra amministrazione e partecipate; Tuel – D.Lgs. 267/2000, responsabilità personale del sindaco, della giunta e dei dirigenti per la corretta gestione delle società partecipate; Codice penale (art. 319, 323, 648-bis), reati connessi alla corruzione, abuso d’ufficio e riciclaggio. In base a ciò, le responsabilità morali, amministrative e — se confermate — penali, vanno condivise tra: il sindaco di Pavia e quello di Campione d’Italia; gli assessori al bilancio e ai rapporti con le partecipate; i dirigenti apicali delle rispettive amministrazioni; i collegi dei revisori; gli organismi interni di controllo (Oiv) e le società di revisione esterne, se coinvolte”.
LE RICHIESTE DI FIAMMA TRICOLORE – Il Movimento quindi presenta le proprie richieste: “Dimissioni immediate di chi aveva responsabilità diretta o di vigilanza nella catena decisionale delle partecipate coinvolte, sia a Pavia che a Campione; commissione d’inchiesta regionale su entrambi i territori, con poteri ispettivi reali e accesso ai flussi contabili; attivazione immediata dell’Uif – Unità d'informazione finanziaria della Banca d'Italia e della Guardia di finanza, per l’individuazione dei responsabili dei movimenti offshore; applicazione rigorosa delle norme sull’inconferibilità degli incarichi pubblici per chi è coinvolto direttamente o indirettamente nei fatti.
“LA VERITÀ NON PUÒ PIÙ ATTENDERE” – A conclusione del suo comunicato stampa, il Movimento sociale Fiamma tricolore di Como assicura che “continuerà a vigilare e a denunciare ogni tentativo di insabbiamento o deviazione mediatica. Nessuno si illuda di salvarsi dietro lo scaricabarile: le responsabilità sono collettive e devono essere chiarite pubblicamente. Chi ha gestito con leggerezza o complicità questi fondi non può più restare in carica nemmeno un giorno. La legge è uguale per tutti. La giustizia deve valere anche per gli enti pubblici”.