Friuli Venezia Giulia rivaluta legge regionale sul gioco: focus su raccolta e spesa pro capite

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia analizza la legge sul gioco d'azzardo con dati contrastanti, spesa pro capite di 1.109 euro annui, ma solo 7 comuni hanno politiche anti slot machine.
Scritto da Dd

Friuli Venezia Giulia - Sede del Consiglio regionale - Foto dal sito Consiglio.regione.fvg.it

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha avviato oggi la rivalutazione della legge regionale del 2014 sul gioco d'azzardo

L'analisi delle "Disposizioni per la prevenzione, il trattamento e il contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo, nonché delle problematiche e patologie correlate", è stata avviata dalle relazioni di Sergio Bolzonello (Fedriga presidente) e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg). L'analisi della normativa regionale sul gioco ha fatto emergere dati significativi e posizioni contrastanti tra i consiglieri, con un risultato della valutazione che resta incerto.

Honsell parla senza mezzi termini di "un risultato dell'analisi del tutto insoddisfacente", dall'altra Carlo Bolzonello segnala "il dato preoccupante dei Comuni, in quanto solo sette municipi si sono attivati seriamente con politiche anti-slot machine".

Bolzonello presenta le cifre del gioco fisico in Friuli Venezia Giulia: nel 2020 la raccolta è stata di 723 milioni di euro, con una riduzione rispetto al 1 miliardo e 368 milioni di euro del 2019. Negli anni successivi il trend è tornato ad aumentare, raggiungendo 800 milioni di euro nel 2021 e 1,13 miliardi di euro nel 2022. Per quest'ultima annualità, si ipotizza una spesa pro capite di 1.109 euro all'anno. Un altro dato rilevante riguarda le famiglie con problemi di gioco d'azzardo, che in Friuli Venezia Giulia sono 6mila. Gli utenti a carico dei servizi sanitari regionali per il trattamento del disturbo da gioco d'azzardo sono circa 600.

Come sottolineato in aula da Roberto Novelli di Forza Italia e Diego Moretti del Partito democratico, il settore vive una contraddizione: il gioco d'azzardo espone al pericolo della ludopatia ma garantisce allo Stato ingenti risorse, "superiori ai 10 miliardi all'anno", come precisato da Novelli.

Il capogruppo dem Moretti osserva la necessità di "contemperare l'aspetto economico, dal momento che numerosi pubblici esercizi senza il 'gioco' sarebbero fuori mercato". Serena Pellegrino di Alleanza verdi sinistra, facendo riferimento alla sua esperienza parlamentare, ha aggiunto: "Molti emendamenti in Parlamento prevedono come copertura gli introiti ricavati dal gioco d'azzardo. E in parte quelle entrate servono a finanziare attività a beneficio della salute dei cittadini".

Laura Fasiolo del Pd ha voluto sottolineare "l'importanza centrale della prevenzione nelle scuole, alle quali servirebbero figure professionalmente qualificate come psicologi e psicopedagogisti". Un aspetto che evidenzia la necessità di interventi educativi mirati per contrastare la diffusione della dipendenza da gioco tra i giovani. 

Honsell ha commentato duramente i dati: "Il dato dei 700 milioni spesi è clamoroso e ci impone di contrastare questa piaga che è di fatto una tassa sull'ignoranza". Il consigliere di Open Sinistra Fvg ha inoltre invocato la cancellazione delle deroghe relative ai contributi agli esercizi che non hanno ancora dismesso le cosiddette "macchinette". Honsell ha concluso evidenziando che "non è mai stato varato il regolamento per concedere incentivi a chi non tiene slot machine nel suo esercizio pubblico", sottolineando una delle lacune nell'applicazione della legge regionale del 2014.

La valutazione della legge regionale sul gioco d'azzardo del Friuli Venezia Giulia resta quindi aperta, con la necessità di trovare un equilibrio tra tutela della salute pubblica, sostegno alle attività economiche e gestione delle entrate fiscali derivanti dal settore.