Fiamma tricolore al prefetto di Como: ‘Garantire sicurezza del Casinò Campione’

Con una lettera al prefetto di Como, Fiamma tricolore chiede il ripristino del servizio di controllo comunale nel Casinò di Campione, degli ispettori amministrativi e di un posto fisso di Polizia all’interno della struttura.
Scritto da Redazione

Il Casinò di Campione d'Italia © Comune di Campione d'Italia - Sito ufficiale

“Da forza politica attenta alla legalità, alla trasparenza e alla difesa delle Istituzioni, sentiamo il dovere di rilanciare una questione fondamentale: la sicurezza e il controllo pubblico all’interno del Casinò di Campione d’Italia. Noi della Fiamma tricolore torniamo a chiedere con forza il ripristino del servizio di controllo comunale, previsto per legge e attivo in tutti i casinò italiani, ad eccezione – paradossalmente – proprio della casa da gioco di Campione. Un servizio altamente professionale, non solo sotto il profilo della sicurezza, ma anche dal punto di vista erariale, essendo chiamato a verificare e certificare la correttezza degli incassi e la regolarità delle operazioni di gioco. Si tratta di un presidio essenziale per la tutela della legalità e della trasparenza, nonché di un archivio storico e operativo che non può e non deve essere disperso. A ciò si aggiunge la necessità, ormai non più procrastinabile, di ripristinare la figura degli ispettori amministrativi, altro elemento indispensabile per garantire la regolarità dell’attività del Casinò.”

Sono alcune delle richieste presentate dal segretario della federazione provinciale di Como Movimento sociale Fiamma tricolore, Carlo Russo, al prefetto della Provincia di Como, Corrado Conforto Galli.

“Altro aspetto non trascurabile è la sicurezza pubblica in senso stretto. È infatti incomprensibile come, a tutt’oggi, Campione d’Italia sia l’unico casinò in Italia a non disporre di un posto fisso di Polizia all’interno della struttura. Anche su questo punto, ci appelliamo al suo autorevole intervento, affinché venga sanata questa anomalia gravissima”, scrive ancora la Fiamma tricolore di Como.

La lettera al prefetto si chiude con la richiesta di aprire “una riflessione politica e istituzionale sul sistema degli appalti per la sicurezza esterna, valutando attentamente l’operato dell’ufficio che ha predisposto i bandi, i titoli richiesti e le ditte che vi hanno partecipato, al fine di garantire trasparenza, merito e reale professionalità nel settore della sicurezza, evitando derive privatistiche e opacità nella gestione. Ribadiamo, in conclusione, che non è nostra intenzione sostituirci alle procure o giudicare anzitempo l’operato di chicchessia. Ma da forza politica di tradizione nazionale e sociale, radicata nei valori dell’onore, della legalità e della difesa dello Stato, non possiamo restare silenti di fronte a vicende che coinvolgono un’istituzione simbolo del nostro territorio come il Casinò di Campione d’Italia.”