Fiamma tricolore al prefetto di Como: ‘Garantire sicurezza a Campione e al Casinò’
Non molla la Fiamma tricolore di Como, che attraverso il segretario organizzativo Carlo Russo torna ancora, come fatto nei giorni precedenti, sulla necessità di garantire una maggiore sicurezza tanto nel comune di Campione d'Italia quanto nel suo casinò.
Lo fa con una lettera inviata al prefetto di Como Corrado Conforto Galli, richiedendo uno suo intervento istituzionale.
Eccone il testo: “La Fiamma tricolore – Federazione di Como, in coerenza con la propria funzione di vigilanza civica e impegno per la tutela del territorio e della legalità, intende ancora una volta pubblicamente evidenziare la gravissima situazione di insicurezza che caratterizza Campione d’Italia, con particolare riferimento all’area del Casinò municipale, simbolo identitario, economico e culturale del paese. Tale condizione, oltre a mettere a rischio concreto l’incolumità di residenti, lavoratori e visitatori, rappresenta un danno irreparabile all’immagine della località, già provata da anni di crisi, e contribuisce a minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni che si sono susseguite, anche con il caso dell'ex procuratore aggiunto di Pavia e ex presidente del casinò, sotto inchiesta da parte della procura di Brescia”.
Russo quindi mette in fila i punti critici: “ Un contesto fuori controllo: degrado crescente e allarmi ignorati. Negli ultimi anni, la nostra formazione politica — unitamente, e con grande attenzione documentale, alla minoranza consiliare locale, in particolare il gruppo Campione 2.0 — ha presentato numerosi esposti e segnalazioni relativi a gravi criticità nella gestione della sicurezza pubblica, della selezione del personale e del funzionamento del Casinò municipale.
Purtroppo, le denunce sono rimaste inascoltate. Oggi, Campione d’Italia si trova ad affrontare un vuoto di controllo istituzionale, che si manifesta in episodi di violenza, risse, accessi incontrollati e totale mancanza di presidi efficaci. Il rischio concreto è che tali episodi degenerino ulteriormente, alimentando fenomeni devianti e consolidando un clima di insicurezza generalizzata.
Cronologia sintetica degli episodi significativi: 28 marzo 2017, grave rapina a mano armata all’interno del Casinò con un bottino superiore a 500.000 euro. Il fatto avviene in orario di chiusura, con il coinvolgimento accertato di un basista interno. Nel 2018-2019, procedimenti penali con condanne definitive per i responsabili, tra cui un ex dipendente della casa da gioco. Dal 2022, con la riapertura del Casinò, dopo il periodo di chiusura legato al dissesto finanziario, emergono gravi lacune nelle misure di sicurezza e nelle politiche del personale.
Dal marzo 2023 ad oggi: registrazione di episodi violenti, aggressioni, risse, disordini dentro e attorno alla struttura, accompagnati da totale assenza di un sistema di videosorveglianza funzionante e da un numero inadeguato di addetti alla sicurezza, spesso non qualificati.
Caso emblematico: un ex sotto-ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, con oltre 30 anni di servizio e più di un decennio di esperienza presso il Casinò, ha riportato punteggio pari a 0 in un recente concorso interno per il reintegro. Ha sporto denuncia presso il Tribunale di Como, senza ad oggi ricevere riscontro. Un fatto che getta ulteriori ombre sull'imparzialità delle procedure selettive”.
Il segretario organizzativo della Fiamma tricolore di Como quindi pone una serie di “richieste istituzionali inderogabili” al prefetto, richiedendone l'intervento “affinché venga attivata una verifica completa e urgente sulla situazione campionese e venga predisposto un piano straordinario di sicurezza”. Le richieste concrete sono le seguenti: “Ripristino delle figure professionali preposte alla sicurezza; avvio di selezioni trasparenti e pubblicamente tracciabili per l’inserimento di personale qualificato – ex appartenenti alle forze dell’ordine, tecnici della sicurezza, ispettori amministrativi con comprovata esperienza. Introduzione di standard minimi di idoneità professionale, verificabili da organismi esterni.
Riattivazione e potenziamento del sistema di videosorveglianza con la progettazione tecnica affidata a professionisti del settore, con l'installazione di un sistema di monitoraggio interno ed esterno, integrato con le centrali operative delle forze dell’ordine. Conservazione dei dati conforme alle normative vigenti e aggiornamento periodico dell’impianto.
Presidio fisso e continuativo dei Carabinieri, con il ripristino di un presidio armato H24 nella zona del Casinò, come già avveniva in passato con la presenza della guardiola fissa davanti alla cassa centrale. Collaborazione con la Polizia cantonale, ove possibile, per protocolli transfrontalieri di sicurezza integrata”.
Russo quindi chiede: “Il ripristino dei controlli comunali e amministrativi soppressi dal 2018, la riorganizzazione dei servizi di vigilanza municipale e degli ispettorati amministrativi, controlli periodici su autorizzazioni, licenze e attività economiche, coordinati con la Prefettura”.
Inoltre, auspica: “Trasparenza e tracciabilità in ogni nomina e selezione, obbligo di pubblicazione dei criteri e dei risultati delle selezioni interne e delle nomine, verifica, anche retroattiva, di eventuali anomalie o favoritismi già segnalati”.
E in conclusione invita il prefetto di Como a prendere “atto della situazione di emergenza pubblica in essere a Campione d’Italia”, e promuovere “con tutte le iniziative necessarie a ripristinare condizioni minime di sicurezza, trasparenza amministrativa. La sicurezza non è una concessione. È un diritto. È un pilastro della democrazia, della libertà e della dignità di una comunità. Non possiamo accettare che Campione d’Italia venga abbandonata”.