Risoluzione Consiglio d’Europa: ‘Stati membri monitorino pubblicità di gioco’

Pubblicata al Senato la risoluzione dell'Assemblea del Consiglio d’Europa sullo sport che invita gli Stati membri a monitorare la pubblicità e gli influencer in particolare su alcol e gioco.
Scritto da Redazione

Europa - Foto di Guillaume Perigois (Unsplash)

Invita gli Stati membri a "monitorare il ruolo della pubblicità commerciale e degli influencer nello sport, in particolare nel settore dell'alcol e del gioco d'azzardo, e gli effetti che possono avere sul benessere e sulla salute dei minori", la risoluzione dell'Assemblea del consiglio d'Europa n. 2607 (2025), su "La protezione dei diritti umani nello sport e attraverso lo sport: obblighi e responsabilità condivise", pubblicata al Senato.

Il riferimento al gioco è contenuto al punto 5, relativo specificamente alla lotta contro gli abusi nello sport, di un documento che nel complesso conta 13 punti relativi ad altrettanti ambiti d'intervento.

La risoluzione invita gli Stati membri a rafforzare la tutela dei diritti umani nel contesto sportivo, sia per gli atleti che per il pubblico, con particolare attenzione ai minori.

Tra i suoi obiettivi principali troviamo la tutela dei diritti umani nello sport, promuovendo il rispetto dei diritti fondamentali degli individui coinvolti nello sport, inclusi atleti, tifosi e lavoratori del settore; la responsabilità condivisa, che sottolinea che governi, federazioni sportive, sponsor e influencer hanno tutti un ruolo nel garantire ambienti sportivi sicuri e inclusivi e il monitoraggio della pubblicità, che chiede, appunto, agli Stati membri di vigilare sul ruolo della pubblicità commerciale e degli influencer nello sport, con particolare attenzione ai settori dell’alcol e del giocoi.

La risoluzione nasce dalla crescente consapevolezza degli abusi e delle pressioni nel mondo dello sport, e mira a contrastare fenomeni come doping, sfruttamento, discriminazione e violenza, promuovere la trasparenza e l’etica nelle pratiche sportive e proteggere i giovani da messaggi pubblicitari dannosi o fuorvianti.