SiGma Central Europe, Metsola (Parlamento Ue): ‘Innovazione e responsabilità per il futuro del gioco’

È Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, ad aprire l'evento SiGma Central Europe a Roma, puntando l'accento sull'innovazione e la responsabilità nel gioco, ma anche sull'urgenza di regole non frammentarie che favoriscano gli investimenti.
Scritto da Carlo Cammarella

Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo all'inaugurazione di SiGma Central Europe

Roma – “È così bello di essere qui al Sigma Summit, qui in centro d'Europa, nel centro d'Italia, e vedere che ci sono migliaia di delegati e più di 1000 esibitori, persone che sono il blocco di costruzione della prossima generazione d'Europa. Questa è una delle più grandi riunioni di questo tipo nel mondo e devo dire che sono più di un po' orgogliosa per il fatto che sia iniziata nel mio Paese natale di Malta.”

È Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, ad aprire ufficialmente SiGma Central Europe, evento che fino al 6 novembre accoglierà alla Fiera di Roma 30mila delegati, ed oltre 1.000 sponsor ed espositori dei settori del gaming e della tecnologia, ospitando tanti panel dedicati all'Italia e con relatori italiani.

Metsola prosegue: “Quando guardiamo l'industria tecnologica e del gioco del continente abbiamo la prova che il nostro modo europeo funziona, la prova che possiamo essere pro-business, che possiamo essere avanti e aperti all'innovazione e alla nuova tecnologia, mentre agiamo in modo responsabile mantenendo le persone sicure online e proteggendo i più vulnerabili, in un equilibro tra crescita e responsabilità.

Ma se vogliamo mantenere questo equilibrio, se vogliamo che l'Europa rimanga competitiva, allora dobbiamo essere onesti: la regolazione in Europa è essenziale, ma rimane troppo frammentata. Ci sono sistemi di licenza diversi, regimi di operazione, regole di pubblicazione diversi, che rendono più difficile per le aziende pianificare e operare attraverso le frontiere. Ciò deve cambiare. L'Europa deve muoversi più velocemente, gli operatori chiedono di rendere più facili gli investimenti, la crescita. Vogliono un'Europa che li supporti. La regolazione è importante ma dovrebbe essere intelligente, targhettizzata e concentrata su quelli che rompono le regole e non su quelli che le seguono.

So che non sono sola, il Parlamento europeo crede nell'entrepreneurship, e sa che questo è un momento che l'Europa non può a perdere. Le opportunità nella maggior parte dell'economia digitale sono enormi: l'intelligenza artificiale, le nuove tecnologie di pagamento, di blockchain, possono rendere le piattaforme più veloci, più sicure, più trasparenti, possono migliorare le esperienze dei consumatori e aumentare la fiducia”.

 

La presidente del Parlamento europeo quindi puntualizza: “L'Europa deve essere al fronte di questa trasformazione. Al momento abbiamo più professionisti di tecnologia e Ai pro capite degli Stati Uniti – quasi tre volte di più, come la Cina – ma troppi di essi se ne vanno perché non riuscono a ottenere il supporto di cui hanno bisogno, per crescere qui, a casa. Per questo motivo l'Unione europea ha pianificato di mobilizzare 200 milioni di euro per l'AI e le industrie digitali che sono così importanti. In questo modo possiamo mantenere gli innovatori in Europa e aiutarli a crescere qui nel nostro continente. Stiamo anche cercando di promuovere un flusso di investimenti per chi ne ha più bisogno, come start-up o piccole aziende, rendendo più facile investire attraverso le frontiere e creare capitale per lavorare”.

Metsola quindi punta l'attenzione sulla “responsabilità, la protezione della salute mentale e dei bambini”, sempre in tema di gioco. “Il Parlamento europeo voterà su nuove raccomandazioni per rafforzare la sicurezza e il benessere online, perché vogliamo che ogni bambino in Europa sia sicuro nel mondo virtuale.

E voglio anche rafforzare il lavoro essenziale che voi fate sul gioco responsabile”, afferma, rivolta alla platea degli operatori del settore, “per rafforzare la sicurezza. Si tratta di costruire la fiducia, di proteggere i consumatori e fare il business nel modo giusto. Quindi, sì, possiamo fare affari e innovazione, ma possiamo anche essere responsabili; possiamo essere etici e proteggere le persone”.