Licenza scommesse, Tar sospende revoca: ‘Legame con criminalità da accertare’

Il Tar Campania sospende il decreto di revoca su licenza scommesse emesso dalla Questura di Benevento a un operatore locale: ‘Da accertare il legame della società con il mondo della criminalità’.
Scritto da Cc

Nei confronti della ricorrente è in corso un procedimento di interdittiva antimafia, non ancora definito, nell’ambito del quale è in corso di valutazione e approfondimento la questione della contiguità e infiltrazione della criminalità organizzata nell’attività della ricorrente”. Con questa premessa il Tar Campania accoglie il ricorso di un operatore di Benevento per l’annullamento del decreto di revoca emesso dalla Questura di Benevento il 30 settembre 2025 sulle licenze rilasciate nel settembre 2023 riguardante l’installazione di sistemi di gioco e raccolta di scommesse

Il tribunale amministrativo ha infatti ritenuto che sussistano i presupposti per la concessione della tutela cautelare considerando anche che “a fronte di quel procedimento ancora in itinere il provvedimento di revoca implica la chiusura dell’attività e ha pertanto un carattere definitivo”.

Altro nodo cruciale espresso dai giudici nell’ordinanza riguarda gli elementi posti a base dell’atto impugnato che “si basano su pretesi rapporti di affari tra il legale rappresentante della società ricorrente – che è incensurato – e terzi aventi pregiudizi di polizia o che, a loro volta, avrebbero relazioni con soggetti pregiudicati”.

Secondo il tribunale tali elementi “per come rappresentati, tenuto anche conto che le licenze revocate sono di recente rilascio e che i fatti contestati in parte sono risalenti a epoca ben anteriore a detto rilascio, non danno, allo stato, ragionevole certezza della attuale contiguità dell’attività della società ricorrente con il mondo della criminalità”.

Per queste ragioni il Tribunale amministrativo regionale della Campania accoglie l’istanza di tutela cautelare e, per l'effetto, sospende l’efficacia del provvedimento impugnato. Inoltre fissa la trattazione del ricorso nel merito all’udienza pubblica del 10 marzo 2026.