New York: i progetti dei casinò avanti tra offerte record e battaglie legali
"I casinò prendono di mira chi è svantaggiato e chi è più vulnerabile". È una delle frasi uscite dal gruppo Anti-Casinò di Flushing, centinaia di residenti, ma anche rappresentanti di associazioni e religiosi riuniti nella filiale di Flushing della biblioteca pubblica del Queens il 16 novembre scorso con l'intenzione di bloccare il progetto del Metropolitan Park, complesso sportivo e di intrattenimento che si dovrebbe realizzare sull’area di un parcheggio del Citi Field.
Il casinò è parte di un progetto da 8 miliardi di dollari, frutto della collaborazione tra il proprietario dei Mets, Steve Cohen, e il gruppo Hard Rock Entertainment.
Dopo aver ottenuto a settembre il sostegno unanime del Community advisory committee, il piano è ora in attesa dell’approvazione definitiva da parte del Gaming Facility Location Board, che dovrebbe pronunciarsi entro il 1° dicembre.
Quello del Metropolitan Park è uno dei tre progetti di casinò in competizione per le licenze di gioco nell’area downstate di New York, insieme alle proposte per il Bronx e per South Ozone Park; secondo i promotori, il progetto potrebbe generare 25.000 posti di lavoro sindacali e produrre 33,5 miliardi di dollari di entrate fiscali nell’arco di 30 anni. Oltre al casinò, Metropolitan Park prevede anche fino a 25 acri di spazi pubblici, con piste ciclabili e campi sportivi.
Come detto, tuttavia, non mancano le proteste, come quella che organizzata in biblioteca nel Queens, pochi giorni dopo che anche il National tennis center della United states tennis association aveva citato in giudizio la città, sostenendo che i piani del casinò mettevano a rischio lo U.S. Open, violando così i termini del loro contratto di locazione. Gli U.S. Open, infatti, da anni si svolgono al Billie Jean King National Tennis Center, a pochi minuti a piedi dal Citi Field.
Ai dati dei sostenitori del casinò i contestatori rispondono con un rapporto di settembre dell'Urban Institute, un'organizzazione di ricerca no-profit, secondo il quale lo sviluppo del Metropolitan Park potrebbe aumentare gli affitti e le tasse sulla proprietà, portando allo spostamento di oltre 50.000 inquilini a Flushing e Corona. In entrambi i quartieri il 75 percento della popolazione è affitteggiata.
La Fed Up Coalition, composta da gruppi locali di attivisti tra cui il Flushing Workers Center e la 89th Street Tenants Unidos, è arrivata a proporre alla città anche un piano di sviluppo alternativo per il sito, che destinerebbe invece 55 acri di parco pubblico.