Clan, totem e scommesse illegali: arresti tra Salerno, Napoli e Foggia
Nella mattinata di oggi, 2 dicembre, i Carabinieri del Nucleo investigativo di Salerno, supportati da militari dei reparti territoriali e delle Compagnie del Comando provinciale, da due team delle aliquote di primo intervento di Salerno e dal settimo Nucleo elicotteri di Pontecagnano e del Nucleo cinofili di Sarno, hanno eseguito un provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
Gli indagati sono stati raggiunti nelle province di Salerno, Napoli e Foggia, per eseguire misure cautelari personali e reali a vario titolo nei confronti di diversi soggetti indagati per associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo di attività di gioco e di scommessa, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, con l'aggravante dell'agevolazione ad associazioni di tipo mafioso.
"Per uno dei reati scopo dell'organizzazione, ovvero per il gioco e illegale on-line, è stata ritenuta la sussistenza di indizi in ordine all'aggravante di cui all'art. 416 bis.1 c.p. per avere agevolato il clan dei Casalesi (fazione Schiavone)", si legge in una nota diffusa dai Carabinieri.
Il provvedimento del Gip ha disposto "l'applicazione delle misure cautelari reali (i cui destinatari sono 15 indagati quali intestatari fittizi e riciclatori) ordinando il sequestro delle società, riconducibili al capo-promotore, di autovetture di lusso, di immobili (di cui 17 tra fabbricati aziendali, locali commerciali, appartamenti di pregio e 3 terreni), di denaro per un ammontare pari a circa 1,5 milione di euro.
Il valore stimato dell'intero sequestro è di almeno 4 milioni di euro (il valore delle società sarà stimato successivamente all'immissione in possesso dell'amministratore giudiziario nominato dal Gip)".
La complessa attività investigativa condotta dal Comando provinciale dei Carabinieri di Salerno ha consentito di ricostruire il meccanismo di funzionamento del sofisticato sistema di gioco online denominato "Lireservice", la cui "offerta di gioco veniva resa accessibile attraverso totem, ovvero dei computer collegati in rete ad una piattaforma madre gestita dagli indagati. Tali totem sono stati forniti a innumerevoli esercenti di attività commerciali su tutto il territorio nazionale, creando un circuito di gioco parallelo a quello dell 'Adm, apparentemente lecito, in grado di far confluire ingenti somme di denaro all'organizzazione aggirando i controlli e in violazione dei limiti di legge relativi alle puntate e alle vincite", rende noto l'Arma.
"Il sistema, organizzato mediante uno schema piramidale, prevedeva che i proventi illeciti, tramite i vari anelli della piramide, venissero fatti confluire nelle casse dell'organizzazione in contanti o attraverso il versamento su carte ricaricabili. Si stima che il giro d'affari possa aver prodotto un introito di oltre 25 milioni di euro. Contestualmente l'organizzazione si è dotata di un complesso sistema di società utilizzate come strumento per riciclare e reimpiegare ingenti dotazioni finanziare anche nel settore immobiliare e che si è avvalso di società cartiere e prestanomi.
Il provvedimento cautelare oggi eseguito non comporta alcun giudizio di responsabilità definitivo, essendo sottoposto al vaglio dei giudici competenti nelle fasi ulteriori del procedimento penale e comunque è sempre impugnabile dinanzi al Tribunale del Riesame".