Seminario I-Com, De Bertoldi (Lega): ‘Gioco legale investa sulla comunicazione’
“Io credo che la prima battaglia che voi dovreste fare è quella di riuscire a comunicare al meglio. Certo, non è facile, perché le stesse traduzioni televisive, e ve l'avranno detto, gli argomenti come il gioco non lo vogliono apportare: parlano di qualunque cosa, ma non vogliono parlare di gioco. Quindi sarebbe meglio affidarsi di più alla comunicazione, alla 'pubblicità progresso', per far passare il messaggio che da parte degli operatori del gioco legale c'è la prima barriera all'illegalità.”
È il consiglio rivolto agli operatori da Andrea de Bertoldi, deputato della Lega, nel suo intervento al seminario pubblico “Prospettive del settore dei giochi in Italia: fiscalità e interventi regolatori in vista del 2026”, organizzato dall’Istituto per la competitività (I-Com) in collaborazione con Brightstar Lottery oggi, mercoledì 3 dicembre.
“Il riordino del gioco fisico langue da troppo tempo. È assurdo, perché da esso deriva una delle maggiori fonti di entrata per l'Erario, quindi si dovrebbe cercare di fare un riordino immediato, è interesse dello Stato”, auspica il deputato.
“Il payout troppo basso, a seguito dei numerosi mutamenti che ci sono stati nella normativa di tassazione, significa due cose: un 'ausilio' alla ludopatia, perché il giocatore che ovviamente guadagna poco per recuperare quello che ha perso gioca ancora di più, e un favore all'illegalità. Quanto al tema delle distanze, io sono favorevole ad avere una certa omogeneità territoriale sulle basi, sulle regole, perché, ovviamente, non è pensabile che, a distanza magari di pochi chilometri, passando dall'Emilia-Romagna al Veneto, per dire, cambino le regole”, sottolinea de Bertoldi.
“È anche una concorrenza sleale verso gli imprenditori che si trovano da una parte piuttosto che dall'altra, quindi le regole fondamentali bisognerebbe cercare di registrarle tutti assieme sul territorio, come mi pare che la conferenza Stato-Regioni voglia fare. Un altro tema, secondo me, importante, lo aveva detto, è quello dei bandi per il gioco fisico, che io auspico che vengono innanzitutto fatti velocemente: credo che nel 2026 potremo ragionevolmente vederli, e credo che l'Italia abbia bisogno delle grandi imprese e abbia bisogno delle piccole imprese. Bisogna fare in modo che ambe le due possono crescere. Devono crescere le grandi imprese, perché servono al nostro Paese, in tutti i settori, nel metallo meccanico, nella manifattura, nel gioco, le colonne portanti delle grandi imprese, ma devono anche esserci le Pmi, quelle imprese che sul territorio rappresentano il vero Made in Italy. Quindi servono dei bandi fatti razionalmente, non per fare un piacere a qualcuno, un dispiacere a qualcun altro, ma per permettere all'intero sistema di vivere meglio”.
In conclusione, il deputato leghista torna su un tema del quale si è occupato più volte in questi anni: le banche, i conti correnti e le discriminazioni bancarie che da tempo colpiscono gli operatori del comparto.
“Come ben sappiamo, tanti vostri associati si trovano nell'impossibilità di aprire un conto, oppure gli vengono chiusi i conti correnti. È una cosa assurda, perché a voi, che avete l'antiriciclaggio come nume protettore, se non controllore, voi che dovete tracciare tutto, vorrebbero impedire di avere un conto corrente nel quale versare il denaro.
Sappiamo che le banche hanno più convenienza ad aprire un conto corrente a un panificio piuttosto che al cliente del gioco legale, che comporta molti più controlli; non è una questione di etica, al di là di come la vendono, ma di convenienza, e lo Stato deve impedirlo. E infatti alla Camera dei deputati abbiamo approvato nei mesi scorsi una legge che prevede l'obbligo di apertura di conto corrente.
Questa legge oggi è al Senato, quando questa legge avrà svolto il suo percorso e sarà approvata, perlomeno sul tema dei conti correnti avrete un supporto e potrete avere la tranquillità che il diritto di avere un conto corrente non ve lo possano negare.”