Seminario I-Com, Perla (Sapar): ‘Gioco fisico, equilibrare payout e prelievo fiscale’
“Negli ultimi anni abbiamo assistito a una progressiva contrazione dei comparti di apparecchi pubblici. Dal 2015 ad oggi, le imprese di gestione che rappresentiamo hanno subito una riduzione significativa di margini, colpiti da un susseguirsi di interventi normativi che, sebbene in alcuni casi mossi da tentativi comprensibili, hanno finito per compromettere la sostenibilità del modello alla realizzazione del quale noi abbiamo contribuito, mettendo a disposizione professionalità, investimenti e competenze. Abbiamo registrato una riduzione del payout dal 75% al 65%, che ha reso il prodotto meno attrattivo.” In questo modo Patrizio Perla, vicepresidente vicario di Sapar, esordisce al seminario di oggi, mercoledì 3 dicembre’ dal titolo “Prospettive del settore dei giochi in Italia: fiscalità e interventi regolatori in vista del 2026 ”, organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) in collaborazione con Brightstar Lottery.
“È stato imposto un prelievo erariale e crescente – aggiunge Perla – che oggi grava su base imponibile lorda e non sul margine effettivo delle imprese. È stato imposto una riduzione forzata del parco macchine del 30 percento, l'effettiva è stato del 35%. Due effetti diretti che sono ricaduti sulle nostre aziende. A fronte di tutto questo, ancora oggi le nostre imprese continuano a rappresentare la prima voce di contribuzione fiscale dell'intero comparto del gioco fisico. Quel 36% del gettito totale, pur generando una raccolta di gioco pari al 10% rispetto ad altre tipologie di gioco. Un dato questo che deve far riflettere e da cui non si può prescindere se si parli di ordino.
Perla evidenzia inoltre che “é necessario che si affrontino innanzitutto i nodi della fiscalità, della certezza normativa, della sicurezza e del riconoscimento del ruolo del gestore nella filiera. Una fiscalità ricalibrata per garantire il futuro al sistema. Il nodo fiscale è certamente uno dei più urgenti da affrontare. Oggi le imprese e i gestori ritrovano a operare in un contesto in cui la tassazione è scollegata dalla reale capacità contributiva. Il Preu è applicato sulle somme giocate, non su quanto rimane all’impresa al netto delle vincite. Occorre quindi una revisione strutturale della fiscalità. Considerato il maggior contribuente del settore, il gioco pubblico, il settore di apparecchi Awp ha visto negli ultimi anni ho visto ridurre il gettito assicurato allo Stato, in maniera molto sensibile. Ed anche se ancora sostiene il sistema, sta collassando. In sei anni la riduzione del gettito, pari a meno di 4 miliardi tra 2019 e 2024, rappresenta un crollo inarrestabile.
“Se non poniamo dei rimedi in tempi brevissimi – puntualizza Perla – si rischia di perdere una parte sostanziale del getto sui giochi. Per questo proponiamo che nella prossima legge del bilancio venga introdotta una misura molto immediata per equilibrare il payout e il prelievo fiscale. Il gioco fisico, un presidio di legalità va guardato, non strangolato prima ancora per riordino”.
Il vice presidente di Sapar entra nel dettaglio: “Si tratta di un intervento diretto sull'offerta del gioco, ovvero sulle caratteristiche dell'apparecchio, di una logica di accrescimento della componente di intrattenimento e di tutelare il giocatore, riducendo al minimo le dipendenze dal gioco. Nel concreto, partendo dalla salvaguardia e dalla tutela del giocatore, chiediamo che venga riportato il payout al 70%, la vincita massima al 200€ e il prelievo ridotto almeno al 19%. Proponiamo altresì l'introduzione di messaggi informativi rivolti al giocatore sui tempi di utilizzo dell'apparecchio e la possibilità di gestire un'autonomia e credito derivante a rivincere”.
Per quanto riguarda il ruolo del gestore, oggi più che mai “è necessario riconoscerne i ruoli strategici. Parliamo di piccole e medie imprese radicate sul territorio, che pagano tasse nel nostro Paese e che svolgono una funzione insostituibile di controllo e presidio. Non possono più essere considerati meri supportatori dei concessionari, ma devono essere pienamente valorizzati come attori centrali di un sistema che deve basarsi su legalità, trasparenza e concorrenza leale”.
“L'esperienza degli ultimi venti anni ha confermato l'insostituibilità delle figure professionali, che solo imprese di gestione sono in grado di formare in un contesto territoriale spesso complesso e che non consente semplificazioni basate su logiche industriali e statunitense. In vista di oggi chiediamo che questo riconoscimento deve essere formalizzato attraverso la definizione di diritti contrattuali minimi e di un modello sostenibile di concessioni, che includa tutte le componenti della filiera, ognuna con il suo ruolo specifico e definito. Inoltre teniamo priorità che si vedano i richiesti per la partecipazione al futuro bando concessorio, perché nell'anticipazione su gli ordini non vengono menzionate le aziende, sia dei gestori che degli eserciti, conferendo solo a poche realtà un potere contrattuale enorme, ancora maggiore rispetto all'attuale. Pensiamo invece che si debba andare verso un modello più aperto, verso gli operatori. La certezza normativa è un ulteriore punto che s'apre viene imprescindibile e che desidera ora l'attenzione dei presenti è quello della certezza normativa”.
“Il momento che stiamo vivendo va letto come una fase strategica, cruciale per incentrare le fondamenta di un nuovo assetto del settore, dove come previsto della delega fiscale non sia solo un esercizio di manutenzione del modello vigente, ma l'inizio di un percorso strutturale orientato a lungo termine. Dall'analisi del sistema fiscale che concerne il gioco pubblico emerge con chiarezza una normativa tra disomogenea per diversi prodotti di gioco. Questo ha generato negli anni un clima di forte instabilità per gli operatori, incertezza per gli investimenti e sfiducia anche ai giocatori, alimentando anche fenomeni di spostamento della domanda verso il canale legale.”
“La stabilità normativa e la chiarezza delle regole saranno le vere leve per rafforzare la legalità, attrarre investimenti, migliorare la qualità dell'offerta e soprattutto garantire un gettito erariale stabile, crescente e sostenibile nel tempo. L'equilibrio tra intrattenimento, sostenibilità economica dell'impresa, esigenze del potere dello Stato e il potere dei cittadini è la chiave per un modello di gioco pubblico efficace”.
Perla conclude sottolineando: “Chiediamo che si guardi al comparto del gioco pubblico e in particolare al comparto degli apparecchi da intrattenimento nel suo complesso, non con pregiudizio ma con lucidità e pragmatismo. Un settore regolato, controllato, che opera a luce del sole deve essere messo in condizione di esistere e competere anche rispetto a un mercato online in continua crescita e con regole molto spesso diverse”.