Ippodromo Capannelle: attesa per la gestione nel 2026, botta e risposta fra Verdi e FdI

C'è attesa nel settore per gli esiti della procedura lanciata dal Comune di Roma per la gestione dell'ippodromo delle Capannelle per il 2026. Scontro a distanza fra i consiglieri capitolini Bonessio e Rocca sulle 'colpe' della crisi dell'impianto.
Scritto da Fm

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C'è un nome che circola nell'ambiente dopo l'apertura delle offerte presentate in risposta alla procedura negoziata  per l’affidamento della gestione dell'ippodromo delle Capannelle nel 2026 pubblicata dal Comune di Roma dopo che due operatori economici – entro i termini stabiliti – hanno manifestato interesse a partecipare all’indagine di mercato lanciata alla fine di novembre.

Un nome che però al momento non può essere ancora ufficialmente svelato, in attesa del via libera istituzionale, dopo la scadenza dei termini del 17 dicembre e l'esame delle buste in agenda per stamattina.

Nel frattempo, nelle scorse ore sul futuro di Capannelle si è espressa anche la politica romana.

Nando Bonessio, capogruppo Europa Verde Ecologista al consiglio comunale di Roma e presidente della commissione Sport, ha affidato a un comunicato stampa i suoi timori: “La cessazione della gestione dell’ippodromo di Capannelle da parte di Hippogroup Srl, prevista per il 5 gennaio 2026, non può e non deve tradursi nell’abbandono al proprio destino di lavoratori e di animali. Le Istituzioni hanno il dovere di accompagnare questa fase con responsabilità e visione. È inaccettabile che la possibile chiusura dell’ippodromo più antico d’Italia sia il risultato di decisioni unilaterali e scriteriate assunte dal ministero delle Politiche agricole e forestali (attualmente noto come ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Ndr), come dimostra anche il decreto che ha disposto il trasferimento delle corse in altri impianti nazionali.

Stiamo vivendo una delle fasi più difficili nella storia di Capannelle: è l’ora più buia per centinaia di lavoratrici e lavoratori che rischiano il posto di lavoro, e per i circa 500 cavalli presenti nelle stalle. È incomprensibile che, a seguito degli scioperi dei dipendenti — legittimamente preoccupati per il proprio futuro occupazionale — il Ministero abbia risposto penalizzando l’impianto romano, escludendolo da cinque gare in programma entro la fine del 2025″, prosegue il consigliere capitolino.
“Una scelta che ha prodotto un danno economico immediato: circa 150mila euro di mancati incassi per Capannelle, a fronte di 357mila euro di montepremi trasferiti in altri ippodromi del circuito nazionale del trotto e del galoppo. Un colpo durissimo che aggrava ulteriormente una situazione già fragile e mette seriamente a rischio i livelli occupazionali, che devono invece essere tutelati e garantiti a ogni costo. Parliamo di circa 600 lavoratori coinvolti, a vario titolo, nella gestione delle corse: professionalità, competenze e famiglie che non possono essere lasciate nell’incertezza. Mi auguro che Roma Capitale possa individuare in tempi rapidi un nuovo ed economicamente capiente gestore temporaneo per il 2026, che dia garanzie al mantenimento dei livelli occupazionali, nelle more della concessione pluriennale che seguirà alla conclusione della procedura di evidenza pubblica. Capannelle ha bisogno di stabilità e continuità. È un impianto storico e strategico, che con i suoi 170 ettari rappresenta una realtà sportiva, occupazionale e culturale fondamentale per Roma e per l’intero comparto ippico nazionale”

ROCCA (FDI): “RESPONSABILITÀ È DEL COMUNE NON DEL MASAF” – Pronta la replica di Federico Rocca, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Trasparenza di Roma Capitale. “Siamo tutti preoccupati per il futuro dell’Ippodromo di Capannelle e per ciò che rappresenta per l’ippica e il trotto, non solo per Roma ma a livello nazionale. Tuttavia, se oggi ci troviamo in questa situazione, le responsabilità sono da attribuire esclusivamente alla gestione portata avanti dall’amministrazione capitolina negli ultimi anni. Da circa un anno e mezzo è in corso la procedura di espletamento del bando per l’individuazione di un nuovo gestore dell’ippodromo. Dagli uffici ci è stato comunicato che l’aggiudicatario verrà individuato soltanto nel primo semestre del 2026. È evidente che i ritardi attuali derivano da una procedura di gara dai tempi oggettivamente biblici.

Lo scorso anno si è fatto ricorso a una proroga con Hippogroup, soggetto che ha continuato a custodire l’impianto nonostante la decadenza della concessione e le cause pendenti con Roma Capitale per una morosità pari a circa 18 milioni di euro. Al rifiuto di Hippogroup di proseguire la gestione anche per il prossimo anno, l’Amministrazione sta ora individuando, tramite procedura d’urgenza, un soggetto che possa garantire la gestione per il 2026.

Nel frattempo Roma Capitale ha ottenuto 650 mila euro attraverso un bando ministeriale per l’acquisto di beni necessari allo svolgimento delle competenze dell’ente. Alla luce di tutto ciò, invito il collega Bonessio a rivolgersi al Campidoglio e alla sua stessa maggioranza per comprendere come si sia arrivati a questo punto. Continuare a scaricare le responsabilità sul ministero dell’Agricoltura è fuorviante e non corrisponde al vero. Anche perché risulta che il gruppo di Fratelli d’Italia al Senato abbia presentato un emendamento per stanziare ulteriori fondi a favore dell’Ippodromo di Capannelle. Bonessio potrebbe legittimamente chiedere alla sua parte politica di fare altrettanto. Smettiamola di fare confusione: la verità su Capannelle è che esistono precise responsabilità legate a una cattiva gestione, e queste vanno ricercate nell’amministrazione capitolina, non altrove. Tutti, noi per primi, abbiamo a cuore le sorti dell’ippodromo così come quelle dei lavoratori e di tutto l’indotto che genera Capannelle”.