D’Angelo (Sapar): ‘È tempo di restituire tranquillità al settore del gioco’
"È tempo di restituire tranquillità a un settore che per troppo tempo ha vissuto in una condizione di incertezza". Con queste parole il presidente di Sapar Sergio D’Angelo chiude la nota istituzionale con la quale l'associazione da lui presieduta saluta l'anno 2025.
Sottolineando come l'impegno dell'associazione sia rivolto alla difesa del lavoro di migliaia di gestori e delle loro famiglie, garantendo al contempo allo Stato sicurezza, legalità e gettito erariale, D'Angelo sottolinea come il 2025 si chiude come un anno intenso, segnato da "un confronto costante con le istituzioni e con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, condividendo l’obiettivo comune della tutela del gioco legale, del contrasto all’illegalità e della protezione del giocatore".
Al centro del dibattito resta il riordino del gioco fisico, una riforma strutturale che Sapar ritiene necessaria per ristabilire un equilibrio tra tassazione e continuità industriale. D’Angelo ha individuato tre pilastri fondamentali — tassazione, contrasto all'illegalità e tutela del giocatore — ma ha lanciato un monito urgente: è necessario intervenire per fermare il calo delle entrate erariali derivanti dalle Awp, che attualmente supera i 300 milioni di euro l'anno. Per rispondere a questa crisi, l'associazione ha proposto soluzioni concrete come la nuova Awp, un apparecchio tecnologicamente avanzato che punta a coniugare sicurezza, sostenibilità ambientale (attraverso la riduzione di emissioni di Co2) e stabilità fiscale.
Un punto fermo dell'azione di Sapar rimane la valorizzazione del gestore, descritto come una risorsa strategica spesso trascurata. I numeri parlano chiaro: in vent'anni i gestori hanno permesso allo Stato di incassare circa 100 miliardi di euro e oggi contribuiscono al 36 percento delle entrate totali del comparto. Grazie alla loro presenza capillare, queste figure rappresentano la prima linea contro il gioco illegale e un presidio fondamentale per la sicurezza dei consumatori.
Guardando al 2026, l'associazione manifesta preoccupazione per l'incertezza normativa che potrebbe penalizzare le piccole e medie imprese italiane, stravolgendo i modelli positivi già adottati nel 2004 e nel 2013. Il Presidente esorta l'intera filiera a un impegno costante, ricordando che “il lavoro è un diritto, come la democrazia, che va conquistato”. La strategia per il nuovo anno si concentrerà su innovazione tecnologica, stabilità normativa e sul rilancio degli apparecchi da intrattenimento, partendo dal restyling dei "Comma 6". L'obiettivo finale resta quello di restituire serenità a un settore che ha vissuto troppo a lungo in una condizione di precarietà, permettendo a imprese e lavoratori di guardare al futuro con rinnovata fiducia.