Rilancio dell’ippica, ecco le strategie del Masaf per il 2026

Il sottosegretario La Pietra e il direttore generale Chiodi presentano i piani del ministero dell'Agricoltura: fra riforma delle scommesse, nuovi stanziamenti e regole, l'impegno in comunicazione e promozione.
Scritto da Redazione

© Grande ippica italiana / Ministero dell'Agricoltura

“Quello appena trascorso è stato un biennio significativo: dalla costituzione della Direzione per l’Ippica nel settembre 2023, abbiamo conseguito risultati importanti che hanno segnato un evidente cambio di passo rispetto al percorso di involuzione ereditato, invertendo la tendenza pur senza la presunzione di aver risolto tutte le criticità del settore. Tra i traguardi più rilevanti figurano la regolarità dei pagamenti, la conferma dei premi al traguardo e l’aumento degli stanziamenti. Ora la nostra attenzione è rivolta al 2026: sul fronte delle risorse per gli ippodromi non sono previsti tagli, anzi, stiamo lavorando a un incremento di circa 1,5 milioni muovendo i relativi capitoli di spesa, a cui si aggiungono un ulteriore milione destinato a Capannelle e il recupero di 1,7 milioni in conto capitale.”

Sono state le parole del sottosegretario al ministero dell'Agricoltura, Patrizio La Pietra, ad aprire l'evento che oggi, 12 gennaio, ha visto riuniti i rappresentanti delle associazioni di categoria per definire le linee guida strategiche nel percorso di rilancio dell'ippica nel 2026.

Secondo quanto si legge sul sito ministeriale Grande ippica italiana, La Pietra traccia così la rotta per i prossimi mesi: “Attueremo nuovi provvedimenti sia sugli stanziamenti che sulla regolamentazione: attendiamo una bozza per la riforma delle scommesse, anche attraverso un’agenzia esterna, per dare maggiore agio al comparto, e procederemo al rinnovo della Consulta — intesa come organismo di consultazione e non di concertazione — per raccogliere indicazioni utili sul piano amministrativo e politico. Il 2026 sarà anche l’anno di una revisione profonda e completa dei regolamenti di trotto e galoppo. 

Parallelamente, prosegue il nostro impegno nella comunicazione e promozione: dopo il successo di Fieracavalli Verona, guardiamo al prossimo appuntamento di Parigi in occasione dell’Amérique, dove l’ippica sarà ricevuta per la prima volta presso l’Ambasciata italiana per un percorso di valorizzazione internazionale. 

Registriamo già un miglioramento significativo su questo fronte, con numeri record di crescita per il sito e le piattaforme social; anche per Equ Tv rinnoveremo il Comitato editoriale, coinvolgendo rappresentanti del settore per dare una nuova spinta al servizio. Il concetto fondamentale che vogliamo affermare è che negli ippodromi si deve tornare a fare impresa”.

Nel suo intervento il direttore generale per l’Ippica, Remo Chiodi, ribadisce “la volontà di imprimere un indirizzo chiaro basato sulla governance e sulla sostenibilità finanziaria complessiva, ambiti in cui tutto il comparto è chiamato a contribuire maggiormente.

Sebbene il 2025 ci abbia consegnato un incoraggiante +3 percento sul volume delle scommesse, questo dato non è sufficiente: occorre intensificare la promozione dell’ippica italiana su scala nazionale e internazionale, capitalizzando il rinnovato interesse degli operatori esteri, una novità assoluta che porta benefici tangibili alla filiera”.

Al centro dell’agenda restano quindi “la riforma delle scommesse, che raccoglierà gli input del settore, e l’adeguamento delle infrastrutture, chiamate a garantire standard qualitativi elevati per un’utenza sempre più esigente, supportate da una comunicazione efficace che registra già dati di crescita importanti. Intendiamo dare continuità alla tempestività e regolarità dei pagamenti, così come all’attenzione al benessere animale e al contrasto al doping, affrontando parallelamente la sfida interna della digitalizzazione e dell’efficientamento dei sistemi”, sottolinea Chiodi, che quindi conclude: “A testimonianza del mutato posizionamento dell’Italia all’estero, ricordo che il prossimo 5 febbraio la Sala Cavour del Masaf ospiterà la riunione del Comitato europeo Pattern: un ritorno che mancava dal 2005 e che certifica il lavoro svolto. L’auspicio conclusivo è quello di lavorare in armonia e sinergia: l’unità di intenti sarà decisiva per compiere, nel 2026, passi avanti ancora più significativi”.