Fiamma tricolore Como al prefetto: ‘Casinò di Campione, vigilare su flussi di gioco’

La Fiamma tricolore di Como chiede al prefetto di Como di vigilare sulle criticità gestionali e i profili di rischio presso il Casinò di Campione d'Italia.
Scritto da Redazione

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Ancora una volta, la Fiamma tricolore di Como torna a chiedere l'intervento del prefetto di Como, Corrado Conforto Galli, a proposito delle criticità gestionali e dei profili di rischio presso il Casinò di Campione d'Italia, sollecitando la sua vigilanza.

Sotto la lente ci sono le “preoccupazioni riguardanti l’attuale modello gestionale e di controllo interno del Casinò di Campione d’Italia, emerse con rinnovata urgenza a seguito di recenti analisi tecniche pubblicate da esperti del settore.
​Come rilevato da autorevoli osservatori, la gestione di una casa da gioco non può limitarsi alla mera contabilità amministrativa, ma esige un presidio operativo rigoroso sul patrimonio aziendale più sensibile: la dotazione di gettoni e placche. Le analisi evidenziano come la tracciabilità fisica di tali valori — il cosiddetto 'patrimonio a mani clienti' — rappresenti il vero termometro della legalità e della trasparenza interna”, si legge in una nota diramata dal segretario organizzativo Carlo Russo.

​In particolare, per la Fiamma tricolore di Como emergono “profili di grave criticità che interpellano direttamente il ruolo di controllo del ministero dell’Interno e della Prefettura”, sottolineando che “l'uso degli strumenti audiovisivi per la tutela del patrimonio aziendale è non solo lecito, ma doveroso ai sensi della legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori), qualora finalizzato a prevenire illeciti che minano l’integrità dell’ente” e che “la carenza di un controllo dinamico e capillare trasforma la sala da gioco in un terreno fertile per l'azione di impiegati infedeli e per le manovre di giocatori scorretti. Senza un presidio costante sulla congruità delle puntate e delle vincite, il rischio di collusioni o di sottrazioni fraudolente ai danni del patrimonio pubblico diventa una certezza statistica”.

Per Russo inoltre “appare preoccupante la tendenza a delegare il controllo a meri processi amministrativi, rendendo 'invisibili' le atipicità del gioco d'azzardo. La politica gestionale deve garantire che ai vertici della sala vi siano competenze capaci di interpretare i flussi di gioco in chiave di sicurezza e legalità”.

Fiamma tricolore quindi lancia un appello al prefetto: “Una gestione che non monitori con personale dedicato e strumenti idonei la circolazione dei valori espone il Casinò a rischi reputazionali e finanziari che il territorio non può più permettersi dopo la recente e dolorosa crisi fallimentare.
​È necessario che l’Autorità di vigilanza verifichi se i protocolli operativi adottati a Campione siano conformi alle stringenti necessità di controllo, assicurando che la casa da gioco non torni a essere un luogo di opacità gestionale”.