Ferro (New Asgi) sul futuro dell’amusement: ‘La sfida è soprattutto normativa’
C'è la necessità di una regolamentazione specifica per l'intrattenimento puro, svincolata dalle logiche dell'azzardo che oggi frenano l'importazione di nuove tecnologie.
Questo quanto emerge dall'incontro con Vanni Ferro, presidente di New Asgi, associazione che rappresenta gli operatori del gioco lecito senza vincita in denaro. In attesa che la politica faccia i suoi passi l'associazione, anche aderendo ad iniziative come "Safe Play", che sarà lanciata ufficialmente nel corso di Feexpo 2026 (in programma dal 24 al 26 febbraio prossimi), punta a trasformare le sale in ambienti sicuri e formativi per le famiglie, offrendo un'alternativa concreta all'isolamento del gioco online. Una riscoperta di un ruolo, per le sale amusement, confermato anche dal successo internazionale di Feexpo a Bergamo, che negli ultimi anno ha saputo porre l'Italia come hub tecnologico del settore, nonostante i limiti normativi che ancora ne rallentano il pieno sviluppo.
E proprio da questi limiti è partita la chiacchierata con Vanni Ferro, che da tempo ha avviato un dialogo con Adm per individuare una strada che porti a liberalizzare le macchine sicure. Al presidente di New Asgi abbiamo chiesto innanzitutto di indicarci quali sono, oggi, gli ostacoli normativi più rilevanti e quali modifiche concrete ritenete necessarie per permettere finalmente l’ingresso di queste apparecchiature pensate per famiglie e giovani.
“Con Adm è in corso un dialogo costruttivo per favorire l’ingresso delle cosiddette 'macchine sicure', pensate per un pubblico giovane e per le famiglie. Gli ostacoli principali derivano da una normativa ancora radicata su logiche e categorie sviluppate per il gioco con vincita in denaro, spesso interpretata in modo ancora più restrittivo dagli enti omologatori.”
E infatti molti produttori e importatori continuano a segnalare difficoltà nell’importare nuove macchine a causa di normative ancora rigide. Quali sono, secondo New Asgi, le priorità da affrontare per favorire l’innovazione? Ed è possibile farlo senza compromettere sicurezza e controlli?
“Qui si rende necessaria una semplificazione dell’impianto normativo e l’introduzione di una regolamentazione specifica per il comparto amusement, che ne riconosca esplicitamente la finalità puramente ludica, priva di qualsiasi legame con l’azzardo, attraverso la definizione chiara di criteri omologativi che non ostacolino l’importazione e la diffusione di nuove tecnologie. Innovazione e sicurezza possono coesistere, a condizione che vengano adottati protocolli di certificazione adeguati e mantenuti controlli efficaci sulla qualità, senza però appesantire il sistema con vincoli eccessivi.”
Veniamo al ruolo delle sale di intrattenimento, luoghi frequentati da famiglie, dove il gioco diventa occasione di relazione. In che modo New Asgi intende rafforzare questo modello nei prossimi anni e quali strumenti servono per riconoscerlo anche a livello istituzionale come presidio sociale?
“Sì, le sale di intrattenimento possono tornare a essere centri di aggregazione, specialmente per le famiglie e i più giovani. New Asgi ha sempre promosso questo modello e, già in passato, ha investito nello studio condotto dall’Università Roma Tre volto a valutare l’impatto delle sale sui giovani, escludendo di fatto il rischio di sviluppo di forme di ludopatia”.
In questo si inserisce il progetto Safe Play recentemente presentato al Senato. Nello specifico di cosa si tratta? Ci sarà una formazione del personale esistente, assunzioni mirate o implementazioni tecnologiche per rendere le sale luoghi sicuri e punti di riferimento sul territorio?
“Ecco, possiamo vedere il progetto Safe Play come il completamento del nostro percorso. Con esso l’associazione intende rafforzare ulteriormente il modello attraverso un’iniziativa che mira a trasformare le sale in ambienti sicuri e controllati. Il progetto prevede la formazione certificata del personale, il monitoraggio costante delle attività e campagne informative rivolte ai genitori e ai minori.”
Lei ha sottolineato che 'il vero problema dei giovani oggi non è tanto il gioco con vincite in denaro, quanto l’online'. Quali interventi concreti immagina per contrastare l’isolamento digitale e riportare i ragazzi verso forme di intrattenimento sociali e controllate?
“L’online, più che il gioco in sé, rappresenta oggi una fonte di isolamento per molti giovani. Per New Asgi è fondamentale promuovere forme di intrattenimento fisico e condiviso: laboratori nelle sale, convenzioni con scuole e associazioni giovanili, incentivi per l’apertura di spazi ricreativi accessibili e controllati. L’obiettivo è riportare i ragazzi a vivere esperienze reali, sociali, in ambienti sicuri, stimolanti e protetti.”
Venendo a Feexpo, che aprirà i battenti a Bergamo tra qualche settimana: recentemente lei ha affermato che 'Bergamo ha superato Londra per quanto riguarda l’amusement'. In quali aspetti specifici la fiera italiana è riuscita a diventare un modello europeo e quali ricadute può avere questo primato sul mercato nazionale delle sale di intrattenimento?
“La fiera di Bergamo ha superato Londra in termini di partecipazione, innovazione e rappresentatività dell’intero comparto. L’Italia ha dimostrato di essere un hub tecnologico e creativo nel settore del gioco sano”.
In cosa il nostro Paese potrebbe ancora migliorare agli occhi di chi ci vede "da fuori"? Cosa manca ancora all’Italia per essere riconosciuta come un riferimento internazionale stabile nel settore dei giochi senza vincita in denaro?
“Ecco, anche in questo caso, i vincoli normativi non consentono di portare in Italia tutto ciò che il mercato internazionale oggi offre, frenando di fatto le potenzialità di ulteriore sviluppo della fiera stessa. Solo attraverso una regolamentazione chiara e attuale, con un inquadramento normativo moderno e autonomo per il settore dei giochi senza vincita in denaro, l’Italia potrà consolidare la propria leadership e diventare un punto di riferimento a livello internazionale per un intrattenimento sano, sicuro e realmente inclusivo”.