Macao, la storia: ‘Da colonia portoghese a capitale del gioco in Estremo Oriente’
Da piccolo avamposto coloniale fino a diventare la Las Vegas d'Oriente. È l’affascinante storia di Macao, oggi capitale del gioco in Oriente che nel corso del tempo, si è trasformata in una delle mete turistiche più ricercate, soprattutto se parliamo di lusso e casinò terrestri. Tuttavia il percorso che ha portato la città cinese a diventare una meta turistica ha radici profonde e parte dal 1557, anno in cui i portoghesi la trasformarono in una colonia. Da quel momento in poi di cose ne sono successe davvero tante e anche se non ha superato la capitale del Nevada in termini di notorietà, lo ha fatto in termini di fatturato. Come è stato possibile tutto questo? Vediamo insieme tutte le principali tappe di questa evoluzione.
Quando nel sedicesimo secolo Macao divenne una colonia occidentale, per secoli è stata la porta principale per il commercio e lo scambio culturale tra l'Europa e l'Impero cinese. Tuttavia le cose cambiarono con l’ascesa con di Hong Kong che sotto il Governo dell’impero britannico acquisì un primato commerciale nelle aree limitrofe. Da questo momento in poi, per sostenere l’economia locale, l’amministrazione portoghese cercò delle vie alternative.
Nel 1847 dunque il Governo decise di portare avanti la legalizzazione del gioco con l’obiettivo di contrastare la crisi economica. Inizialmente erano soltanto delle case da gioco tradizionali dove si giocava a Fan-Tan ma ben presto Macao divenne rapidamente un rifugio per i giocatori provenienti dalla Cina continentale e da Hong Kong dove per l’appunto il gioco era proibito.
Il salto di qualità per Macao avvenne nel 1962 quando il Governo concesse il monopolio del gioco alla Stdm (Sociedade de Turismo e Diversões de Macau), guidata dal leggendario magnate Stanley Ho che riuscì a compiere una grande opera di modernizzazione. Quest’ultimo infatti aprì all’occidente introducendo nuovi giochi e soprattutto migliorò i mezzi di trasporto e i collegamenti con Hong Kong da dove proveniva una gran fetta di giocatori.
Una data cruciale fu il 1970 quando aprì il Casino Lisboa che per anni fu l’icona principale del lusso e acquistando un’importanza centrale. Macao a partire dal 1999 torno completamente sotto la sovranità cinese (ed è una Regione amministrativa speciale) ew le cose cambiarono ulteriormente quando nel 2002 il Governo pose fine al monopolio si Stanley Ho stimolando la concorrenza e attraendo nuovi investimenti.
Nel bene o nel male, e a seconda dei punti di vista, la liberalizzazione aprì la strada all’ingresso di altri colossi, alcuni dei quali come Wynn, Las Vegas Sands e Mgm. Questo portò alla nascita della Cotai Strip, una striscia di terra sottratta al mare che oggi ospita alcuni dei resort più grandi del mondo. Tuttavia la storia non è ancora finita perché sotto certi punti di vista nei casinò dell’oasi cinese sta succedendo quello che oggi avviene in Europa.
Anche A Macao si sta sviluppando un processo di diversificazione in cui le case da gioco non sono più delle semplici sale per baccarat e roulette ma dei luoghi multifunzionali dove si può assistere ad eventi, gustare buona cucina, partecipare a convegni e tante altre cose. Negli ultimi anni, infatti, l’obiettivo è quello di diversificare l’economia su spinta del Governo di Pechino, puntando meno sul gioco ma aprendosi a un turismo familiare e a tante iniziative trasversali. Che sia una crisi di fatturato? Oppure una semplice trasformazione culturale dovuta allo scorrere del tempo?