Ippodromo Capannelle: attesa per le decisioni di Zetema e Masaf
Nuovo Galoppo Italia chiede al ministero dell’Agricoltura di ‘consentire l’attivazione della soluzione proposta dal Comune ‘ ma resta il nodo corse e calendario.
L’ippodromo romano delle Capannelle è ora alle prese con l’ennesima “fase ponte”, dopo la mancata firma da parte della società di corse La Marsicana (aggiudicataria della procedura negoziata per l’affidamento in concessione per l’anno 2026) e la decisione del Comune di tentare la carta Zetema, società partecipata specializzata nella gestione dei beni culturali, chiamata dall’assessore allo Sport Alessandro Onorato a valutare la possibilità di garantire il recupero, la manutenzione ordinaria e la conduzione dell’ippodromo delle Capannelle, nelle more della conclusione del bando per l’affidamento temporaneo.
Nelle scorse ore poi si è registrata la netta presa di posizione de La Marsicana, che ha risposto punto per punto alle dichiarazioni di Onorato, secondo cui “si sarebbe rifiutata di firmare il contratto”, evidenziando che ciò non sarebbe avvenuto per la “mancata consegna della documentazione indispensabile per garantire una gestione legittima, sicura e conforme alla normativa vigente”.
Ora il dibattito sul futuro di Capannelle si amplia ulteriormente con l’intervento di Nuovo galoppo Italia, associazione che negli ultimi mesi è intervenuta spesso sulle vicende dell’impianto.
Ecco le parole del suo presidente, Giuseppe Satalia: “Le recenti dichiarazioni di Marsicana Srl confermano quanto denunciato da giorni: le criticità strutturali e documentali addotte non sono affatto una sorpresa. Chi partecipa a una gara pubblica ha mesi per effettuare sopralluoghi e verifiche tecniche; è dunque inaccettabile che presunti ‘dati mancanti’ emergano solo al momento della firma.
Roma non può restare ostaggio di ripensamenti tardivi. Esprimiamo pieno sostegno alla scelta di Roma Capitale di proporre la gestione tramite la partecipata Zètema. Questa è l’unica via per garantire la continuità del centro di allenamento e l’immediata ripresa delle corse”.
Satalia quindi pungola anche il ministero dell’Agricoltura, chiamato ad “assumere una posizione chiara e consentire l’attivazione della soluzione proposta dal Comune senza ulteriori indugi. Ogni rinvio avrebbe conseguenze gravissime e definitive per il sistema ippico della Capitale. L’ippodromo non può essere terreno di tatticismi o giustificazioni postume.Serve responsabilità istituzionale per garantire legalità e futuro al comparto”.
Dal canto suo, dopo aver incalzato il Comune a formalizzare le soluzioni per la gestione dell’ippodromo “pur nel rispetto delle reciproche competenze”, il ministero dell’Agricoltura dovrà comunque intervenire sul calendario nazionale delle corse ippiche, visto che Zetema non può organizzarle e che la data prevista per la ripresa dell’attività del 27 marzo non potrà essere rispettata.