Pubblicità gioco, CdS boccia appello di Agcom contro Twitch Germany
Il Consiglio di Stato sottolinea che Twitch Germany non è parte del procedimento avviato dall’Agcom per la violazione del divieto di pubblicità al gioco.
Per il Consiglio di Stato sono “infondati” i motivi di ricorso presentati dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per appellarsi alla sentenza del Tar Lazio che nel 2024 ha annullato la sanzione da 900mila comminata a Twitch Interactive Germany GmbH per la violazione del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo previsto dal decreto Dignità, in ragione della presenza – riscontrata sulla piattaforma di condivisione di video – di contenuti idonei a promuovere e pubblicizzare attività di gioco e scommesse on line con vincite in denaro.
Secondo i giudici di Palazzo Spada innanzitutto evidenziano che “Risulta pacifico tra le parti che il procedimento si sia formalmente svolto nei confronti di Twitch Interactive Inc., Twitch Italy S.r.l. e di Amazon Europe Core s.a.r.l. e non anche di Twitch Germany, alla quale il provvedimento finale non risulta esser stato neppure notificato. Inoltre, le Società parti del procedimento avevano, sin dalla nota del 17.7.2023, rappresentato di non essere responsabili della gestione del servizio di condivisione di video Twitch”.
Secondo il Collegio “deve respingersi la tesi dell’Agcom fondata su una sostanziale partecipazione di Twitch Germany al procedimento”. Tale società “non può rispondere di condotte altrui”, e “non avendo partecipato al procedimento per colpa non propria, la Società non può certo essere rimproverata di condotta scorretta, né di aver violato il divieto di non venire contra factum proprium atteso che, nel caso di specie, un factum proprium antecedente all’impugnazione neppure vi è. E non vi è perché alla parte non è stato, semplicemente, esteso il contraddittorio come era doveroso fare”.
Il Consiglio di Stato quindi ha respinto l’appello di Agcom.