I Clubs de Jeux diventano permanenti: via libera del Consiglio Costituzionale
Approvato il budget 2026, respinti i ricorsi sull’articolo 19 bis: finisce l’era della ‘provvisorietà’ per i club parigini.
La decisione era attesa e ora è ufficiale. Il 19 febbraio il Conseil constitutionnel ha validato il budget 2026, respingendo i due ricorsi presentati da alcuni deputati contro l’articolo 19 bis, norma chiave per la stabilizzazione dei Clubs de Jeux parigini.
Il primo ricorso puntava al cuore tecnico della norma, qualificandola come un vero e proprio ‘cavaliere di bilancio’. In diritto parlamentare francese, questa espressione indica una disposizione inserita in una legge finanziaria che non presenta un collegamento diretto e sufficientemente rilevante con le entrate o le spese dello Stato dell’esercizio in questione.
Secondo i deputati ricorrenti, la trasformazione dei Clubs de Jeux da regime sperimentale a regime permanente non avrebbe prodotto alcun effetto sui conti pubblici del 2026. L’argomento era semplice: l’esperimento era comunque destinato a proseguire fino al 2028, quindi la norma non modificava né il gettito fiscale immediato né l’equilibrio di bilancio dell’anno in corso. In questa prospettiva, l’articolo 19 bis sarebbe stato estraneo al perimetro proprio di una legge di bilancio e, dunque, costituzionalmente inammissibile.
Il Conseil constitutionnel ha però respinto questa impostazione. Pur senza entrare in una motivazione estesa sul punto, la decisione conferma un orientamento consolidato: è sufficiente un nesso fiscale, anche indiretto o potenziale, tra la disposizione contestata e le risorse dello Stato per giustificarne l’inserimento in una legge finanziaria.
Nel caso dei Clubs de Jeux, tale collegamento appare evidente. L’attività dei club genera entrate fiscali attraverso il prelievo sui giochi, le imposte sugli utili e i contributi sociali legati all’occupazione nel settore. Stabilizzare il regime giuridico significa consolidare nel tempo queste entrate e ridurre l’incertezza normativa che potrebbe incidere sul gettito. In altre parole, anche se l’impatto non si traduce in una variazione immediata dei saldi 2026, la dimensione finanziaria dell’attività è strutturale e sufficiente a giustificare l’inquadramento della misura nell’ambito della legge di bilancio.
Con questa lettura, il Consiglio ha quindi escluso che l’articolo 19 bis fosse un ‘corpo estraneo ‘al budget, legittimando la scelta del legislatore di utilizzare il veicolo finanziario per rendere definitiva l’esperienza dei club parigini.
Il secondo rilievo riguardava invece la procedura: veniva denunciata la mancata presentazione del rapporto di valutazione previsto dalla legge del 2017 e l’impossibilità per l’Assemblée nationale di discutere specificamente la misura nell’ambito della procedura ex articolo 49.3 della Costituzione francese. Un’obiezione politicamente rilevante, ma costituzionalmente fragile, che non ha trovato accoglimento.
NOVE ANNI – Per capire la portata della decisione bisogna tornare al 2017, quando una riforma sui giochi pubblici introdusse i Clubs de Jeux a Parigi in via sperimentale. La norma prevedeva una clausola di verifica: il Governo avrebbe dovuto trasmettere al Parlamento un rapporto di valutazione otto mesi prima della scadenza per consentire una decisione informata sul futuro del modello.
Quel rapporto, però, non è mai stato presentato. Da allora si sono susseguite proroghe, dibattiti accesi sulla legittimità del sistema e tentativi – sempre respinti – di ampliare l’offerta, in particolare verso le slot machine. Per quasi nove anni il settore ha operato in un quadro giuridico temporaneo, rinnovato a scatti e privo della stabilità tipica di un regime definitivo.
Con l’approvazione dell’articolo 19 bis nel budget 2026, votato da entrambe le Camere senza opposizioni di principio, la sperimentazione diventa finalmente regime permanente. E ora il Consiglio costituzionale ne ha confermato la piena legittimità.
PROSSIMO STEP – La stabilizzazione è ormai acquisita sul piano costituzionale. Ma il vero perimetro operativo del nuovo regime sarà chiaro solo con la pubblicazione dei decreti attuativi, attesi all’inizio della prossima settimana.
Condizioni di esercizio, obblighi per gli operatori, modalità di controllo: saranno questi testi a definire concretamente cosa significhi “rendere permanenti” i Clubs de Jeux.
Dopo nove anni vissuti tra proroghe e rinnovi dell’ultimo minuto, il tema della sopravvivenza non è più sul tavolo: i club non sono più appesi a una scadenza. Il punto, oggi, è un altro. Non si tratta più di capire se resteranno operativi, ma come opereranno: quali regole, quali vincoli, quale perimetro di offerta e quali obblighi dovranno rispettare negli anni a venire. È su queste condizioni che si giocherà la vera partita del nuovo corso dei Clubs de Jeux.