Campione 2.0: ‘Dissesto persiste, e manca a bilancio Isi per 4 milioni’
I consiglieri Verda e Marchesini, di Campione 2.0, replicano all’Amministrazione citando i debiti milionari della liquidazione (compresi 4 milioni di imposta sugli intrattenimenti per il casinò) e l’intervento della Corte dei conti.
“La verità è che il ‘bilancio stabilmente riequilibrato’ approvato dal ministero segna solamente il ritorno alla normalità sul piano della gestione futura del bilancio dell’ente e comporta l’avvio del quinquennio di risanamento. Lo stato di dissesto è un’altra cosa, ben diversa”
Con questa dichiarazione i consiglieri Simone Verda e Gianluca Marchesini, di Campione 2.0, aprono una ferma replica alle posizioni espresse dall’Amministrazione comunale, dalla Prefettura di Como e dal ministero competente in merito alla situazione economica dell’enclave.
Secondo i rappresentanti di minoranza, l’idea che il dissesto sia terminato con il decorso del quinquennio del bilancio stabilmente riequilibrato è priva di fondamento normativo, in quanto “la verità è che il ‘bilancio stabilmente riequilibrato’ approvato dal ministero segna solamente il ritorno alla normalità sul piano della gestione futura del bilancio dell’ente e comporta l’avvio del quinquennio di risanamento”.
Gli esponenti dell’opposizione chiariscono che la procedura di risanamento e quella di liquidazione sono distinte, precisando che “lo stato di dissesto è un’altra cosa, ben diversa: è la procedura liquidatoria che serve a reperire le risorse finanziarie per pagare di debiti dell’Ente dissestato, che si chiude solamente con la conclusione della liquidazione da parte dell’Osl e l’approvazione ministeriale del suo rendiconto di gestione”.
Dall’analisi della situazione debitoria emerge che, nonostante le decurtazioni previste dalla legge, il Comune porta ancora in carico debiti per oltre 13 milioni di euro, cifra che supererebbe i 19 milioni di euro se si considerassero le domande di ammissione integrali pervenute all’Organo straordinario di liquidazione.
Verda e Marchesini denunciano inoltre la difficile condizione dei creditori socialmente deboli, sottolineando che “i dipendenti ed ex dipendenti comunali e i pensionati, cioè i creditori socialmente deboli del Comune di Campione d’Italia, non hanno ancora la minima prospettiva concreta di vedersi arrivare qualche soldo a breve, perché non ci sono entrate di competenza della liquidazione Osl da sfruttare”. La mancanza di liquidità è legata alle incertezze sulle alienazioni patrimoniali: sebbene la vendita della ex caserma della Polizia municipale abbia fruttato circa 1,7 milioni di euro, l’alienazione di Villa Mimosa è sfumata trasformandosi in un contenzioso legale, mentre per l’area T4 Tennis Club si prevede di incassare 7,5 milioni di euro solo entro la fine del 2026.
Un punto centrale della disputa riguarda l’imposta sugli intrattenimenti, pari a circa 4 milioni di euro, dovuta all’Erario per le annualità 2017 e 2018. Sebbene tali somme dovrebbero essere rimborsate attraverso il concordato della società di gestione del casinò di Campione, i consiglieri rilevano che “a tutt’oggi non risultano a bilancio”. Il perdurare della criticità finanziaria sarebbe confermato anche dall’Ordinanza istruttoria della Corte dei conti n. 279/2025, la quale è stata emessa proprio “sulla procedura di dissesto esercizi finanziari 2018/2022 ed esercizi 2023-2024 del Comune di Campione d’Italia”. In conclusione, Verda e Marchesini esortano il sindaco a chiarire alla cittadinanza lo stato reale delle casse comunali, ribadendo che, a loro avviso, “il Comune non ha i soldi per far fronte ai suoi impegni ed è quindi in dissesto”.