Consumi culturali: Lombardia sopra la media nazionale, ma per i parchi tanto potenziale inespresso

Scritto da Daniele Duso

L’indagine Agis rivela un’alta soddisfazione per parchi a tema e acquatici nonostante una penetrazione inferiore alla media nazionale.

L’esperienza nei parchi è fortemente gradita e legittimata anche dalla componente in accompagnamento, ma emerge un grande potenziale inespresso”. È quanto emerge da una recente indagine presentata dall’Agis, l’organismo di rappresentanza e coordinamento delle imprese di spettacolo. Lo studio, intitolato “Il pubblico delle imprese di spettacolo in Lombardia“, evidenzia che per i parchi, siano essi “a tema e acquatici”, la penetrazione regionale si attesta all’undici percento, un dato che “si ferma a uno spettatore su 10 espresso dalla Lombardia” rispetto al totale nazionale.

I parchi a tema e acquatici intercettano un bacino complessivo di circa 3,39 milioni di individui con almeno un’esperienza nei parchi nella vita, pari al 39 per cento dei residenti, dei quali solo 956 mila dichiarano di aver effettuato almeno un ingresso negli ultimi 12 mesi, mentre oltre 2,4 milioni hanno un pregresso non recente, una “incidence” inferiore al diciassette percento stimato su base nazionale. Un elemento distintivo di questo comparto è la distribuzione dell’utenza, che “nasce più bilanciata, con componente genitoriale (o comunque in accompagnamento) solidamente presente e coinvolta”, tanto che la fascia d’età tra i 35 e i 54 anni rappresenta il “47 percento” del pubblico.

L’analisi qualitativa mostra risultati di grande rilievo, con un “giudizio sintetico (ultima esperienza diretta)” pari a 7,7 per i parchi a tema e 7,5 per i parchi acquatici. Questi dati risultano ancora più lusinghieri se si osserva la “proxy componente con età inferiore a 15”, ovvero il giudizio attribuito ai minori accompagnati, dove i punteggi salgono rispettivamente a “7,9” e “8,1”. Tuttavia, emerge anche come il “pregresso dei lombardi relativo ai parchi è solo in parte legato all’offerta della regione”, segnalando una “forte quota di consumo fuori regione” che tocca il cinquantacinque percento per le strutture a tema e il cinquantotto percento per quelle acquatiche. In questo contesto, il rapporto tra residenti e offerta locale appare peculiare, poiché pur in presenza di “ottimi presupposti” per il gradimento, la Lombardia contribuisce in modo “più debole” rispetto ad altre forme di spettacolo in termini di volumi di spettatori regionali.

Il resto del panorama culturale lombardo vede la regione primeggiare, con “quote di spettatori su base annua significativamente più alte sulle tre forme di spettacolo” tradizionali. Per il “cinema l’incidence è al 46 percento” tra i residenti, portando il territorio a esprimere “uno spettatore cinematografico su 5” a livello nazionale. Il “teatro” segue con una penetrazione del “26 percento”, mentre per la “musica” l’incidenza sale al “30 percento”, con “uno spettatore su 4 espresso dalla regione”. Proprio nel settore dei concerti, in particolare per i generi “rock, pop (e musica leggera in genere)”, si rileva “una forte volontà di reiterazione” dell’esperienza, con prospettive molto positive per la prossima “stagione 2025/2026”. Anche per il teatro si individuano “ottimi presupposti per l’allargamento del bacino”, grazie a una vasta platea di “spettatori con pregresso meno recente” intenzionati a riavvicinarsi a questa forma d’arte.