Pedrizzi: ‘Gioco settore delicato, concorrenza nei bandi sia sostenibile’

Scritto da Daniele Duso

L’ex senatore Riccardo Pedrizzi, in un articolo pubblicato da Formiche.it, in merito al riordino del gioco retail sottolinea come soglie troppo alte favoriscano la creazione di oligopoli e ricorsi.

“Per il gioco è tempo di una concorrenza sostenibile e proporzionata per evitare che lo Stato perda su tutti i tavoli”. Con queste parole l’ex senatore Riccardo Pedrizzi interviene con un articolo a sua firma pubblicato da Formiche.it, analizzando le ipotesi circolate sui futuri bandi per le concessioni Awp e Vlt, richiamando l’attenzione sui rischi di un’impostazione che potrebbe finire “sotto la lente di Bruxelles”.

Pedrizzi parte dalle dichiarazioni del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, Roberto Alesse, che in una recente intervista ha ricordato come il settore del gioco pubblico garantisca “13 miliardi di gettito annuo allo Stato”, una cifra che ha anche un valore “etico”, perché sottrae risorse “alle mafie che sul nero e sul clandestino fondano gran parte dei loro introiti”. Se la riforma del gioco online è stata completata, osserva Pedrizzi, quella del comparto fisico “non è invece stata portata a termine”.

Il nodo centrale riguarda le soglie di concentrazione ipotizzate per i nuovi bandi. Secondo Pedrizzi, l’idea di innalzare il limite massimo di acquisizione dal 25 percento al 35‑40 percento rischia di creare “un vulnus alle regole della concorrenza” e di favorire “la più che probabile formazione di oligopoli”. Le indiscrezioni, scrive, hanno già suscitato “notevoli perplessità di una consistente parte della filiera” per i possibili danni alle Pmi e per la “incompatibilità con le normative Ue”.

Pedrizzi sottolinea che una base d’asta troppo elevata potrebbe rendere la gara “poco realistica”, al punto che “un operatore non può essere costretto a scegliere tra lavorare in perdita o rinunciare in partenza a partecipare al bando”. In queste condizioni, avverte, “i tribunali amministrativi tendono a non perdonare”, perché lo Stato non può mettere in vendita una concessione che “brucia chi la acquista”, favorendo pochi grandi operatori e penalizzando il pluralismo economico.

Il commento richiama anche i riferimenti costituzionali: gli articoli 41 e 43, ricorda Pedrizzi, consentono allo Stato di riservarsi il controllo del gioco pubblico per ragioni di ordine pubblico e di gettito, ma nel rispetto dei principi di “utilità sociale, ragionevolezza e proporzionalità”. Sul piano europeo, gli articoli 49‑56 del Tfue e la giurisprudenza della Corte di giustizia riconoscono agli Stati un ampio margine di discrezionalità, che però incontra i limiti di “necessità, proporzionalità, coerenza e non discriminazione”.

Una soglia così alta, secondo “tutti gli addetti ai lavori e la dottrina giuridica”, favorirebbe i grandi operatori dotati di maggiori risorse finanziarie, “escludendo le medie e piccole imprese” e amplificando “le disuguaglianze e le asimmetrie del mercato”. Il rischio, scrive Pedrizzi, è una “distorsione del mercato” che di fatto espellerebbe chi non dispone di linee di credito molto consistenti, creando “un club per pochi eletti” e aprendo la strada a ricorsi per illegittimità costituzionale, violazioni Ue e interventi dell’Agcm.

Pedrizzi teme che si voglia scegliere la strada dei “pochi ma grandi” per “pura comodità amministrativa”, perché gestire pochi operatori di grandi dimensioni sarebbe più semplice che confrontarsi con una platea articolata. Ma questa impostazione, avverte, rischia di produrre “una selezione darwiniana per forza economica”, con effetti negativi su occupazione, indotto e gettito.

Da qui l’appello finale al governo: serve “una gara aperta, sostenibile e proporzionata”, perché “in un settore già delicato di per sé come quello del gioco legale, l’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno è una procedura che finisca sotto la lente di Bruxelles”, dando l’impressione di un Paese che si proclama contro i poteri forti ma che poi “finisca per schierarsi con i giocatori forti contro le Pmi”.