Perdite al gioco, Corte suprema Austria sulla scia della Cgue

Scritto da Fm
La Corte suprema dell’Austria dà a un giocatore che ha chiesto il rimborso delle perdite di gioco ad un sito maltese privo di licenza austriaca.

Lo scorso gennaio una storica sentenza della Corte di giustizia europea ha spalancato le porte a una serie di ricorsi per i giocatori che perdono al gioco.

Secondo la Cgue, difatti, possono avvalersi del diritto del proprio Paese di residenza per promuovere un’azione di responsabilità contro gli operatori – non autorizzati – insolventi.

In applicazione di tale pronuncia, la Corte suprema dell’Austria – la stessa che ha richiesto l’intervento dei giudici europei – dà ragione a un giocatore che ha chiesto il rimborso delle perdite al titolare di una licenza maltese valida (ma non di una licenza austriaca), gestore di un sito di gioco online, e al suo amministratore delegato.

Il danno subito dal ricorrente, si legge nella decisione della Corte suprema, si è verificato in Austria e pertanto “alle sue pretese ai sensi del regolamento (CE) n. 864/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 luglio 2007, sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali (“regolamento Roma II”) si applica il diritto austriaco”.

Il caso quindi viene rinviato alla Corte d’appello per una decisione sul ricorso presentato dall’amministratore delegato del sito di gioco maltese, per il quale “non esiste giurisdizione internazionale”.