Riordino gioco, Albano (Mef): ‘Testo Adm garantisce concorrenza’

Scritto da Daniele Duso

Rispondendo all’interrogazione dei deputati De Bertoldi e Centemero (Lega) la sottosegretaria al Mef, Lucia Albano, rassicura sulla tutela della concorrenza. De Bertoldi replica chiedendo un ruolo più centrale per la politica.

“Giova fin d’ora evidenziare che l’Agenzia, nell’elaborazione del citato schema di decreto legislativo, ha tenuto in debito conto il tema della tutela della concorrenza nonché quelli della valutazione degli effetti occupazionali e della stabilità del settore.”

Così la sottosegretaria al ministero dell’Economia, Lucia Albano, risponde, in Commissione Finanze della Camera, all’interrogazione presentata dai deputati Andrea De Bertoldi e Giulio Centemero (Lega) riguardo al futuro dei bandi per apparecchi Awp, Vlt, scommesse e bingo.

La rappresentante del Governo riferisce che l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha già predisposto una proposta normativa, i cui profili tecnici sono ancora in fase di approfondimento.

In merito al confronto con le categorie, il Governo afferma che la Direzione tecnica di Adm “ha svolto numerosi incontri con i predetti organismi”. Secondo la Albano, le associazioni hanno quindi già avuto modo di “rappresentare, in tali occasioni, le proprie istanze e posizioni”. L’iter proseguirà ora con il parere delle Commissioni parlamentari e la discussione sui contenuti.

LA REPLICA DI DE BERTOLDI
Andrea De Bertoldi si dichiara parzialmente soddisfatto ma esprime forte preoccupazione
per le indiscrezioni sui costi elevati dei bandi. Il deputato sottolinea che “il settore porta oltre 10 miliardi all’Erario” e non può essere l’Agenzia a prendere la decisione finale. Egli ribadisce che deve essere il Governo a determinare la strada politica per un comparto così determinante per l’economia nazionale.

Il timore di De Bertoldi è che le nuove regole possano favorire un oligopolio, mettendo a rischio migliaia di piccole imprese e posti di lavoro. Il deputato conclude chiedendo che la presenza della politica sia “più esplicita, e più rilevante, rispetto a quella dell’Agenzia delle dogane che è un organo tecnico”. La battaglia per un quadro normativo equilibrato, che tuteli i 150.000 addetti del settore, resta dunque aperta.