Pucs: la PA diventa un videogame, ma ingiocabile
Il portale satirico Pucs trasforma la pubblica amministrazione in un videogioco frustrante, tra enigmi, errori e boss finali come ‘sessione scaduta’
Il fenomeno Pucs, Portale unico delle complicazioni semplici sta conquistando il web trasformando la burocrazia italiana in un vero e proprio videogioco impossibile da battere. Il sito, online da pochi giorni, riproduce in chiave satirica l’esperienza dei portali della pubblica amministrazione, esasperando bug, lentezze, moduli infiniti e messaggi incomprensibili. L’idea nasce dall’imprenditore digitale Antonio Giarrusso che racconta di aver creato il progetto dopo aver affrontato difficoltà nel richiedere la Carta d’identità elettronica. Il risultato è un portale che sembra reale, con colori, layout e linguaggio tipici della PA, ma che in realtà è un browser game mascherato. Un gioco costruito per far vivere agli utenti un percorso a ostacoli fatto di errori, click inutili e procedure assurde.
UN PORTALE CHE È UN GIOCO: COOKIE INFINITI, SESSIONI SCADUTE E BONUS ASSURDI
Navigare su Pucs significa affrontare una serie di “livelli” che ricordano i videogiochi più frustranti. Il sito si apre con un avviso di manutenzione straordinaria programmata dal 2003, rinnovata ogni anno, e prosegue con un doppio banner cookie che ricompare anche dopo aver accettato tutto. Ogni sezione è una parodia dei servizi reali: il Generatore Bonus funziona come una slot machine che assegna incentivi assurdi. Poi c’è il Traduttore Burocratese, che converte il linguaggio della PA in italiano comprensibile. Quindi il Click Day, che permette di “perdere in tempo reale”. Il Recupero Pin Cie è una vera e propria escape room burocratica. Il motore di ricerca è “alimentato da un criceto in una ruota”, mentre la sessione scade dopo pochi minuti, proprio come nei portali ufficiali.
LA SATIRA DIVENTA VIDEOGAME: PERCHÉ PUCS FUNZIONA E COSA RACCONTA DEL DIGITALE PUBBLICO
Il sito mette in scena tutti gli elementi che gli utenti italiani conoscono bene: interfacce confuse, moduli infiniti, errori criptici, pagine che si ricaricano da sole, procedure che ripartono da zero al minimo errore. Il portale diventa così una critica giocosa ma precisa ai limiti della digitalizzazione pubblica, evidenziando quanto l’esperienza utente sia ancora lontana dagli standard dei servizi privati. Pucs non è solo un sito divertente, ma è anche un esperimento culturale che usa il linguaggio del gaming per raccontare un problema reale.
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