Campione, Fiamma tricolore critico su uso proventi del gioco
Una nota del Movimento sociale Fiamma tricolore di Como contesta i modelli che legano sviluppo e welfare ai ricavi della casa da gioco, richiamando i precedenti del passato.
Il futuro del Casinò di Campione d’Italia torna al centro del dibattito politico e istituzionale. La nota diffusa dal Movimento sociale Fiamma tricolore Como richiama l’attenzione sull’ipotesi di utilizzare, direttamente o indirettamente, i proventi del gioco come strumento di intervento sociale. Una prospettiva che, secondo la nota, richiede un inquadramento rigoroso alla luce del Testo unico degli enti locali e dei principi costituzionali.
Il tema non è nuovo per Campione d’Italia, ma la discussione attuale si inserisce in un contesto complesso. Da un lato la necessità di conciliare il rilancio economico e la sostenibilità finanziaria, dall’altro il rispetto delle norme che regolano il gioco pubblico. La nota del movimento politico riporta quindi l’attenzione su un equilibrio delicato, che coinvolge governance, finanza locale e responsabilità amministrativa.
CASA DA GIOCO E FUNZIONI PUBBLICHE
Secondo il Movimento, “la situazione del Comune impone oggi una valutazione politica che non può prescindere da un rigoroso inquadramento normativo e istituzionale”.
Le recenti proposte dei candidati sindaco dell’enclave, soprattutto quelle che riguardano il ruolo della casa da gioco, vengono giudicate con forte preoccupazione. La nota afferma che “l’ipotesi di configurare la casa da gioco come strumento diretto o indiretto di intervento sociale” solleva criticità politiche e problemi di legittimità amministrativa.
Il movimento richiama i principi del Testo unico degli enti locali e dell’articolo 97 della Costituzione, ricordando che “l’utilizzo – anche solo indiretto – di proventi derivanti da attività come il gioco d’azzardo per finalità di consenso sociale” rischia di alterare i principi di imparzialità, buon andamento e trasparenza.
IL NODO DEL MODELLO ECONOMICO
Ulteriori criticità emergono rispetto alla creazione di fondazioni o enti collegati al Casinò. La nota avverte che “tali strumenti, se non rigidamente disciplinati, rischiano di porsi in una zona grigia rispetto agli obblighi di trasparenza” previsti dal D.Lgs. 33/2013 e ai vincoli sulle società partecipate. Il rischio, secondo il Movimento, è quello di una “frammentazione della responsabilità amministrativa” e di un indebolimento dei controlli democratici.
Sul piano finanziario, il documento richiama il principio dell’equilibrio di bilancio, sottolineando che “la riproposizione di un modello fondato su una sostanziale monodipendenza economica” dal Casinò è politicamente discutibile e potenzialmente in contrasto con la sana gestione finanziaria. Il Movimento ricorda che Campione d’Italia “ha già sperimentato le conseguenze di una dipendenza eccessiva da un unico soggetto economico” e che ignorare questo precedente significa esporsi a nuove criticità.
“Il Movimento sociale Fiamma tricolore Como”, conslude la nota, “ribadisce la necessità di un approccio radicalmente diverso”, fondato su separazione tra funzione pubblica e attività economiche, legalità, trasparenza e sviluppo diversificato. In assenza di tali presupposti, ogni proposta di rilancio rischia di diventare “un’operazione di corto respiro, politicamente strumentale e istituzionalmente discutibile”.
Crediti fotografici ©Sito web Casinò di Campione