Arbitrato Casinò Campione, Colato (ex Cda) ‘chiama’ Corte dei conti e querela

Scritto da Fm
Giorgio Colato, ex membro del Cda del Casinò Campione, annuncia querele e richieste danni per l’arbitrato. E lo stesso faranno altri professionisti.

Nell’ultima seduta, il consiglio comunale di Campione d’Italia ha deciso di ritirarsi dall’arbitrato da 80 milioni avviata dalla Casinò di Campione Spa contro gli ex amministratori e sindaci della società, in carica tra il 2011 e il 2018.

Con l’obiettivo, però, di riproporre “le medesime azioni proposte in arbitrato avanti al Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa”, una volta verificati i termini di prescrizione.

Uno scenario commentato da Giorgio Colato, chiamato in causa nell’arbitrato in qualità di membro del consiglio di amministrazione del Casinò per conto della Camera di commercio di Lecco. Incarico cessato il 31 dicembre 2014. Quindi coinvolto nell’azione per fatti infondati e comunque prescritti.

QUERELE IN ARRIVO

Colato ricordare che nel 2014 le quote dell’Ente che rappresentava nel Cda del Casinò, come pure quelle degli altri soci, venivano acquistate al valore nominale dal Comune di Campione d’Italia.

E quindi rimarca: “Se il mio operato e dei miei colleghi in Cda avesse creato elementi di dissesto alla società Casinò spa, le quote non sarebbero state acquistate dal Comune di Campione d’Italia”.


A fronte di una lunga e specchiata carriera professionale ed associativa, Colato, così come altri 17 stimati professionisti, quindi è stato coinvolto “in un costoso arbitrato non pertinente per un’azione di responsabilità, in quanto lo statuto prevede il ricorso a questo strumento solo per controversie inerenti lo statuto”.

Una vicenda, sottolinea, che gli ha creato “grosse difficoltà di salute, a livello famigliare, professionali” soprattutto nel gestire i rapporti con i Ministeri, con le Regioni, con i fornitori, con i clienti e soci delle Società ed organismi che tuttora presiede.

Così, ora sono in itinere “querele inevitabili oltre alla richiesta danni” per lite temeraria, diffamazione, danno morale e biologico, e quant’altro.

I legali delle 17 persone coinvolte nell’arbitrato stanno valutando quali azioni compiere, chiedendo ovviamente anche il recupero delle spese legali.

OPERATO CHE “DOVREBBE ATTIRARE ATTENZIONE DI ORGANI DI CONTROLLO E CITTADINI”

Inoltre, Colato evidenzia che con l’abbandono dell’arbitrato il Casinò “dovrà pagare ingenti e ora inutili spese, tutte risorse che sicuramente verranno a mancare al socio unico, il Comune di Campione”.

Un fatto di cui, per l’ex membro del Cda, la Corte dei conti sicuramente dovrà tenere conto.

Invece di abbandonare ora la lite in arbitrato secondo Colato sarebbe stato meglio votare la mozione dei consiglieri di minoranza Verda/Marchesini dell’ottobre 2025, anche alla luce degli interventi dei consiglieri Toini e Aureli, in quanto avrebbe sicuramente comportato il contenimento sicuro delle spese.

Comunque, sottolinea, i casi sono due: “O il consiglio comunale ha sbagliato ad ottobre 2025 o ha sbagliato nel marzo 2026”.

Secondo questo Colato, dunque, questo “modo di operare del Comune di Campione e della società del Casino dovrebbe attirare l’attenzione degli Organi di controllo e aprire gli occhi alla popolazione di Campione nella scelta dei futuri amministratori” della città, viste le imminenti elezioni di maggio.
Quanto poi la ventilata ipotesi di proseguire nella richiesta presso il Tribunale delle imprese di Milano, per l’ex rappresentante della Camera di commercio di Lecco sembra solo “una maniera per salvare la faccia, peccato che comportamenti simili siano a danno dei contribuenti”.

Nella foto: Giorgio Colato