Global Starnet Srl: ‘Da Corallo dichiarazioni false e tendenziose’
Gli amministratori di Global Starnet Srl rispondono punto per punto alle contestazioni dell’amministratore di Global Starnet Ltd, Francesco Corallo.
“Da diversi mesi il signor Corallo sta tentando di delegittimare gli organi sociali in carica, nonché il custode giudiziario nominato dal Tribunale, il quale ha assunto la custodia delle quote a tutela dell’ingente credito erariale di oltre 400 milioni di euro, su impulso dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Innumerevoli sono peraltro le diffide ed i ricorsi in sede giudiziaria.”
Lo sottolineano gli amministratori di Global Starnet Srl in una nota con cui smentiscono le recenti dichiarazioni dell’amministratore di Global Starnet Ltd, Francesco Corallo, sulla vicenda giudiziaria che coinvolge la società, finite al centro di alcune interrogazioni parlamentari.
LA NOMINA DEL CUSTODE CHIESTA DA ADM
Gli amministratori innanzitutto precisano che Adm ha chiesto la nomina di un custode, “non ritenendo prudente che l’azienda fosse gestita dal sig. Corallo il quale – in disparte le vicende che hanno portato alla condanna erariale, nonché quelle che hanno interessato un suo collaboratore, a propria volta condannato in primo grado ad 8 anni di reclusione per riciclaggio – risulterebbe residente nella Repubblica Dominicana”.
In primis, Global Starnet Srl chiarisce che il debito derivante dalla sentenza irrevocabile n. 68/2015 emessa dalla Corte dei Conti in periodo antecedente il sequestro penale, ammonta ad oggi a circa 400 milioni di euro (compresi interessi). La sentenza è definitiva, nonostante i ripetuti tentativi di sovvertirne il giudicato, sinora tutti quanti respinti o dichiarati inammissibili.
Perciò Adm ha sottoposto a pignoramento le quote della Global Starnet Srl.
“Le quote di Global Starnet Srl sono legittimamente state pignorate. La società è stata costituita per evitare la totale dispersione del valore aziendale e senza perpetrare alcuna distrazione, prova ne sia che l’unico soggetto che avrebbe potuto lamentarsi a riguardo, ovvero Adm, non lo ha fatto ed ha, consentito la prosecuzione dell’attività aziendale”, si legge nella nota diramata dagli amministratori di Global Starnet Srl.
“RENDICONTI MAI IMPUGNATI DA CORALLO”
Inoltre, scrivono ancora, si è dato atto che l’azienda ha versato allo Stato circa 5 miliardi di euro nel periodo di gestione da parte dell’amministrazione giudiziaria. “Tutte le spese sostenute per il funzionamento della complessa gestione, del tutto proporzionate, sono state rendicontate ed approvate dall’Autorità giudiziaria, né risulta che il sig. Corallo, o nessun altro, abbia mai impugnato i rendiconti, puntualmente depositati”.
Poi, da Global Starnet Srl rimarcano che contrariamente a quanto affermato da Corallo l’operazione di conferimento dell’azienda già di proprietà di Global Starnet Ltd e costituente Stabile organizzazione operante in Italia non è di natura distrattiva. L’operazione di conferimento si è resa necessaria poiché la partecipazione al bando per l’assegnazione della concessione della raccolta online era “riservata esclusivamente a società di capitali con sede legale in uno degli Stati dello spazio economico europeo, costituite anteriormente al rilascio della concessione e alla sottoscrizione della relativa convenzione”.
Ciò non consentiva la partecipazione al bando sia della Stabile organizzazione in Italia (in quanto non costituita sotto forma di società di capitali) che della Global Starnet Ltd stessa, in quanto aveva sede in un Paese fuori dallo spazio economico europeo (UK), “peraltro gravata (per via della condanna risalente alla gestione del sig. Corallo) di ingenti debiti che ne avrebbero precluso il possesso dei requisiti patrimoniali”.
“COSTITUZIONE DELLA NEWCO UNICO MODO PER PARTECIPARE AL BANDO”
Inoltre, precisano gli amministratori, costituire una newco sotto forma di Srl in Italia era l’unico strumento che, consentendo di partecipare alla nuova gara, avrebbe consentito la continuità aziendale. “Non vi era alcuna volontà di deprimerne il valore in sede di costituzione, ma semmai di rappresentarlo prudentemente, considerando anche che la concessione era prossima alla scadenza e dunque ogni sopravalutazione avrebbe potuto costituire un abuso”.
In vista della partecipazione al bando per l’assegnazione della concessione della raccolta online (poi non avvenuta), gli amministratori giudiziari sono stati autorizzati dalla Corte di appello di Roma a costituire Global Starnet Srl con un capitale netto di conferimento di 70.664.555 euro.
Ogni questione relativa al valore, in ogni caso, sarà definita dal perito nominato dal Tribunale ad esito dell’istanza di vendita presentata dal creditore, e consentirà di determinare il giusto prezzo di vendita in un regime concorrenziale.
Nella nota quindi si legge che “La concessione è stata prorogata ed allineata a quella degli altri concessionari, in attesa che sia bandita una nuova procedura di affidamento, e ciò grazie ad un accordo raggiunto dagli amministratori giudiziari ed approvato dall’Autorità giudiziaria nell’interesse di tutte le parti (anche del sig. Corallo) giacché il loro compito era mantenere vitale l’assetto produttivo e garantirne il valore ed ove possibile la redditività, risultati tutti quanti ampiamente raggiunti”.
“MANCATA APPROVAZIONE DEI BILANCI IMPUTABILE SOLO A CORALLO”
I rendiconti, unico dato esigibile, sono sempre stati forniti sia durante la fase di amministrazione giudiziaria che successivamente al suo termine e non sono mai stati contestati, fanno sapere dalla Srl. “La mancata approvazione dei bilanci, dunque, è unicamente imputabile al Director di Global Starnet ltd, così come le sue conseguenze, ivi compresa quella paventata di devoluzione alla Corona dei relativi beni, fermo restando che tale effetto appare limitato a quelli insistenti nel territorio britannico rimanendo per il resto applicabili le norme di diritto internazionale privato”.
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