Pd: ‘Riordino gioco, nel Dfp 2026 manca quadro organico’
Sul Dfp 2026 il gruppo Pd-Idp presenta una proposta alternativa di parere sottolineando la sua preoccupazione sul ritardo del riordino del gioco fisico.
Il Dfp 2026 è privo “di un quadro organico dedicato al comparto dei giochi pubblici”. A dirlo è il Partito democratico, che nel corso dell’esame del Documento di finanza pubblica 2026, in commissione Finanze alla Camera, presenta una proposta alternativa di parere.
Il testo, sottoscritto da Virginio Merola, Luciano D’Alfonso, Marco Stefanazzi, Toni Ricciardi e Bruno Tabacci, evidenzia “il ritardo del Governo nell’attuazione della delega fiscale per quanto concerne il riordino della rete fisica del gioco pubblico”.
IL TESTO DELLA PROPOSTA PD-IDP
La proposta tocca, ovviamente, vari punti, dalla diminuzione del Pil alle accise energetiche. Limitandoci alla parte del testo relativa al gioco pubblico, questo è quanto scrivono i deputati Pd-Idp:
“Desta particolare preoccupazione l’assenza, nel Documento, di un quadro organico dedicato al comparto dei giochi pubblici, settore che presenta un rilievo significativo tanto sotto il profilo delle entrate erariali quanto sotto quello degli impatti sociali, sanitari e territoriali”.
CHIARIMENTI SUL CONTRIBUTO STRUTTURALE
E continua: “Pur trattandosi di una filiera che assicura stabilmente rilevanti flussi di gettito per lo Stato attraverso prelievo erariale unico, imposta unica, canoni concessori e ulteriori entrate indirette, il Documento non chiarisce quale contributo strutturale il Governo intenda attribuire al settore nel quadro tendenziale di finanza pubblica, né indica una strategia di medio periodo sulla sostenibilità di tali entrate”.
Inoltre, secondo il Pd “manca una valutazione complessiva del rapporto tra gettito fiscale e costi economici e sociali connessi alla diffusione del gioco d’azzardo, con particolare riferimento ai fenomeni di dipendenza patologica, sovraindebitamento delle famiglie, fragilità economica e ricadute sui servizi sociosanitari territoriali”.
IL RIFERIMENTO ALLA CORTE DEI CONTI
Nel testo poi si legge: “Proprio la Corte dei conti, in precedenti interventi sul settore, ha più volte richiamato la necessità di considerare non solo le entrate ma anche gli oneri indiretti per sanità e servizi sociali; appare inoltre evidente il ritardo del Governo nell’attuazione della delega fiscale per quanto concerne il riordino della rete fisica del gioco pubblico, mentre risultano più avanzati gli interventi concernenti il comparto digitale e online, determinandosi così un assetto normativo incompleto e squilibrato”.
LE CRITICITA’ EVIDENZIATE
Ed ecco un’ulteriore notazione dei deputati dem: “Permangono, in assenza di un intervento organico statale, forti criticità nel rapporto tra disciplina nazionale e regolazioni regionali e comunali in materia di localizzazione degli esercizi, distanze sensibili, limiti orari e tutela dei soggetti vulnerabili, con conseguente incertezza per operatori, enti locali e cittadini; il silenzio del Documento su tale materia appare ancor più grave in una fase in cui sarebbe necessario orientare il sistema concessorio verso criteri di maggiore trasparenza, legalità, controllo dei flussi finanziari, tracciabilità delle giocate e rafforzamento delle misure di prevenzione”.
Quindi, conclude la proposta del Pd, “ne consegue che anche sul versante dei giochi pubblici il Dfp 2026 conferma un approccio meramente contabile alle entrate, privo di una visione industriale, regolatoria e sociale coerente con l’interesse pubblico e con l’esigenza di contemperare gettito, salute e tutela delle comunità territoriali”.