Esports: il Cio rivede la strategia sul digitale competitivo
Esports commissione in congelatore. Il movimento olimpico ci ripensa e frena sul progetto Olympic Esports Games.
E’ crisi tra esports e Cio. Il Comitato olimpico internazionale ha deciso di mettere in pausa le attività della sua Esports commission, segnando una netta inversione rispetto alla linea espansiva promossa negli anni scorsi. Secondo quanto riportato dall’agenzia giapponese Kyodo, la nuova presidente della commissione, Kirsty Coventry, ha comunicato ai membri l’avvio di una revisione complessiva dell’approccio agli esports.
L’obiettivo è integrare il tema “all’interno della strategia olimpica complessiva”, evitando che resti un “filone separato”. Una scelta che molti osservatori interpretano come una chiusura di fatto dei lavori, pur senza uno scioglimento formale. La decisione arriva in un momento delicato per il rapporto tra sport tradizionale ed ecosistema competitivo digitale, che negli ultimi anni aveva visto un crescente avvicinamento.
DAL PROGETTO OLYMPIC ESPORTS GAMES ALLO STOP IMPROVVISO
Sotto la presidenza di Thomas Bach, il Cio aveva investito molto sugli esports, organizzando la Olympic Esports Week a Singapore nel 2023 e annunciando l’idea di veri e propri Olympic Esports Games. Il Giappone era stato indicato come possibile host per il 2026, prima che il progetto si spostasse verso l’Arabia Saudita con un accordo dodicennale. L’iniziativa, però, è stata cancellata nel 2025 e il contratto con Riyadh è stato rescisso.
Questo stop, unito alla linea più prudente di Coventry, ha portato al congelamento dell’intero percorso verso un circuito olimpico strutturato dell’esport. La nuova presidente è descritta come orientata a privilegiare stabilità finanziaria e consolidamento degli sport esistenti, riducendo progetti sperimentali e costosi. Una visione che ha già inciso su altre ipotesi, come lo spostamento di alcune discipline estive nei Giochi invernali del 2030.
COSA CAMBIA PER IL FUTURO OLIMPICO DEGLI ESPORTS
La mossa del Cio non esclude del tutto un futuro coinvolgimento degli esports nel movimento olimpico, ma lo rende più incerto e di lungo periodo. La revisione strategica punta a evitare investimenti rischiosi e a concentrare risorse su discipline consolidate. Nel frattempo, l’Asia continua a muoversi in direzione opposta: gli esports restano confermati come eventi ufficiali ai Giochi asiatici di Aichi‑Nagoya 2026, con titoli come League of legends, Pubg mobile e Gran turismo 7.
Un segnale di come il movimento sportivo asiatico stia adottando un approccio più deciso e strutturato rispetto a quello olimpico globale. Per il settore, la scelta del Cio rappresenta una frenata significativa, che potrebbe rallentare l’ingresso degli esports nel perimetro olimpico, pur lasciando aperta la porta a future integrazioni.