Prima ‘dipendenza da AI’ al Serd: il caso ricorda il gaming disorder
La dipendenza da un chatbot porta una ventenne in cura al Serd di Rovigo. Il caso amplifica il tema delle nuove dipendenze digitali, dal gaming ai social.
La “prima” dipendenza da intelligenza artificiale arriva dal Veneto. Al momento il caso è raccontato solo in poche righe di cronaca. Una giovane donna, poco più che ventenne, sarebbe il primo caso di “dipendenza da intelligenza artificiale” preso in carico da un Serd (Servizio per le dipendenze) di Rovigo.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la ragazza avrebbe progressivamente isolato la propria vita sociale fino a “parlare solo con l’algoritmo”. Avrebbe instaurato una relazione esclusiva con un chatbot Ai, percepito come unico interlocutore significativo.
Una relazione virtuale diventata, per i sanitari, una dipendenza vera e propria. Tanto da richiedere un percorso strutturato di cura nei servizi pubblici dedicati alle addiction. Un po’ come per il gaming disorder e altre recenti dipendenze sviluppatesi con la crescita delle opportunità offerte dalla tecnologia.
UNA NUOVA FACCIA DELLE DIPENDENZE DIGITALI
Al di là dell’etichetta giornalistica (“prima malata di intelligenza artificiale”), il quadro descritto è assimilabile alle dipendenze comportamentali che i Serd conoscono già bene. Dal gaming patologico all’uso compulsivo dei social e dello smartphone. Cambia lo strumento, il chatbot di ultima generazione invece del videogioco o del feed infinito, ma restano gli stessi ingredienti. Si parla di tempo di utilizzo fuori controllo, isolamento progressivo, sostituzione delle relazioni reali con quelle mediate da uno schermo, difficoltà a interrompere l’interazione nonostante gli effetti negativi.
Per dire se sia un nuovo campanello d’allarme è ancora presto. Di certo la rapida crescita di questi software, così come della robotica e dell’hardware di nuova generazione (già esistono casi di fidanzate robot) sono nuovi stimoli di riflessione di fronte a persone che si isolano all’interno di mondi virtuali limitando o annullando il confronto sociale.
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