Play, il festival del gioco 2026 celebra gli 80 anni del voto alle donne

Scritto da Daniele Duso
Play, dal 22 al 24 maggio, torna con focus su inclusività, creatività femminile e crescita del settore.

Play, Festival del Gioco torna a BolognaFiere dal 22 al 24 maggio per la sua 17ª edizione, confermandosi la più grande manifestazione italiana dedicata al gioco analogico. L’evento celebra gli 80 anni del voto alle donne, trasformando il festival in un momento di riflessione civile oltre che ludica.

L’organizzazione sottolinea che Play vuole “far conoscere a tutti la potenza educativa del gioco”, unendo tavoli da gioco, conferenze e attività culturali. Con 43mila mq, 200 espositori, 3.000 tavoli e oltre 700 eventi, Play si conferma un punto di riferimento per un settore in crescita, che nell’ultimo anno ha registrato un aumento del sei percento (fonte Circana).

INCLUSIVITÀ E GRANDI OSPITI INTERNAZIONALI, GAME DESIGNER PROTAGONISTE
L’edizione 2026 adotta l’hashtag #LaPLAY, un manifesto dedicato alle autrici e alle innovatrici del settore. Tra le ospiti spicca Tory Brown, autrice del pluripremiato Votes for Women, che racconta la storia del suffragio femminile negli Stati Uniti.

L’editore Devir ha annunciato che “il titolo vedrà finalmente la luce in una versione tradotta in italiano nel corso del 2026”. Presenti anche Avery Alder, designer canadese che crea giochi sulle identità e sulle relazioni, e Banana Chan, nota per l’uso dell’orrore come strumento socioculturale. Le tre ospiti rappresentano un nuovo modo di intendere il game design, più inclusivo e narrativo.

L’AREA SCIENTIFICA E IL RUOLO DELLE UNIVERSITÀ
Play ospita anche enti scientifici e accademici che utilizzano il gioco come mezzo di divulgazione. Tra questi figurano Cnr, Indire, Inaf, Infn e sei atenei italiani, tra cui Bologna, Firenze, Torino e Parma.

L’obiettivo è consolidare il ruolo del festival come spazio in cui il gioco diventa “strumento educativo, culturale e di cittadinanza attiva”. Le università presentano progetti di ricerca che dimostrano come il gioco sia ormai parte integrante della terza missione accademica. L’area scientifica cresce ogni anno, confermando l’interesse crescente verso il gioco come linguaggio interdisciplinare.

FAMILY, TRADING CARDS E NUOVE AREE TEMATICHE
Un intero padiglione di oltre 10.000 mq è dedicato alle famiglie e alle trading cards, con spazi per costruzioni, giochi in legno e attività per i più piccoli. L’edizione 2026 introduce anche l’area History Games, dedicata ai giochi storici e alla memoria, e il progetto Art@Play, realizzato con l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

L’obiettivo è ampliare l’offerta culturale del festival, integrando storia, arte e creatività. Le aree espositive offrono un equilibrio tra modernità e tradizione, rendendo Play un evento adatto a tutte le età.

PARTY GAME E INVESTIGATIVI IN PRIMO PIANO
Il pubblico dei giochi da tavolo è cambiato: oggi la fascia più attiva è quella tra i 18 e i 44 anni. Play conferma la formula “Entra, scegli, gioca”, con centinaia di titoli da provare gratuitamente. I party game registrano la crescita più significativa grazie a velocità, semplicità e inclusività. Tra le novità spiccano Lie to Me (Yas!Games) e Bestie Bastarde (MS Edizioni) di Barbascura X.

In forte crescita anche i giochi investigativi, che uniscono materiali fisici, narrazione e tecnologia. Tra i titoli più attesi: Hidden Game, Chronicles of Crime 2.0 e Murder Mystery – Ricetta per un Delitto.