Limite mandati in Giunta, il dibattito al Consiglio VdA

Scritto da Fm
Il presidente del Consiglio VdA, Aggravi, spiega le decisioni prese sull’elezione del presidente e del vicepresidente della Regione. Acceso dibattito in Aula.

Si è tornato a parlare dei limite dei mandati in Giunta nella seduta del consiglio regionale della Valle d’Aosta del 20 maggio.

Una questione non di poco conto, che riguarda anche il settore del gioco, visto che Renzo Testolin detiene la delega al Casinò, società partecipata per il 99,96 percento dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta.

Il presidente dell’Assemblea, Stefano Aggravi, ha fornito alcune precisazioni in merito alla nota degli uffici del Consiglio in relazione all’elezione del presidente e del vicepresidente della Regione, ai sensi dell’ormai noto articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 21/2007.

Aggravi ha chiarito che non si tratta di alcun “documento dolosamente occultato”, come da qualcuno evocato.

Il documento di cui si è parlato molto in questi giorni, sottolinea, era una nota di analisi degli uffici – allegata ad una nota del 18 novembre 2024 – che “non era finalizzata a esprimere un parere definitivo, ma costituiva la stesura di una prima lettura della disposizione prodromica alla richiesta di un parere terzo ‘pro veritate’ e alla predisposizione del quesito ad un legale/costituzionalista, così come poi avvenuto al momento della richiesta di parere affidata al prof. Lupo”.

I FATTI, PUNTO PER PUNTO

Aggravi quindi ha ripercorso le varie tappe della questione, “al fine di dare una lettura chiara e completa dei fatti”, si legge in un comunicato stampa diramato dal consiglio regionale.

 L’Ufficio di Presidenza, dopo aver esaminato la questione in più riunioni tra ottobre e novembre 2024, all’unanimità non ha accolto la richiesta degli uffici di avvalersi di un parere esterno e comunicava che non vi fosse titolo a rispondere in quanto si trattava di “mere ipotesi – con riferimento ai casi indicati – al momento non ancora verificatesi”.

Dopo le elezioni regionali del settembre 2025, prima dell’avvio della nuova legislatura, gli uffici hanno nuovamente segnalato la necessità di acquisire un parere “pro veritate” nell’esclusivo interesse dell’istituzione. Nel frattempo erano infatti pervenuti due pareri legali di contenuto opposto, richiesti rispettivamente dal presidente e dal vicepresidente della Regione e da Rete Civica Valle d’Aosta.

L’Ufficio di Presidenza ha quindi deliberato, il 10 ottobre 2025, di autorizzare l’acquisizione di un servizio di consulenza legale, poi affidato dalle strutture del Consiglio al professor Nicola Lupo per chiarire l’interpretazione della norma e le eventuali conseguenze istituzionali derivanti dalla sua applicazione.

Il parere del professor Lupo, consegnato il 22 ottobre 2025, è stato trasmesso all’allora Ufficio di presidenza e a tutti i 35 consiglieri regionali dell’attuale legislatura, insieme agli altri due pareri acquisiti, al fine di mettere a disposizione tutti gli elementi utili e gli strumenti per le valutazioni finalizzate all’assunzione della decisione di ordine politico costituente l’elezione del presidente della Regione.

IL DIBATTITO IN AULA

All’intervento di Aggravi è seguito un animato dibattito fra i consiglieri.

Parla di “brutta pagina” Chiara Minelli, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra. Affermando che con i pareri depositati il presidente e il vicepresidente avevano tutti gli elementi per scegliere: o rinunciare alla Giunta nella prossima legislatura o modificare la legge sui mandati. “Il problema è stato ignorato e come Avs abbiamo dovuto spendere oltre 20.000 euro per affermare il rispetto della legalità in Valle d’Aosta e altrettanti dovremo spenderne per resistere al ricorso di Testolin in appello”.

Il consigliere del Pd-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz ha parlato di “vicenda tutta politica e non giuridica o amministrativa”, ribadendo “la necessità che qualcuno debba fare un passo indietro per il bene della Valle d’Aosta e di questo Consiglio”.

Per il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin, è sempre stato “inutile spendere i soldi dei cittadini per interpretare una norma già chiara” e fare casi teorici in anticipo sarebbe stato prematuro, visto il margine di incertezza sulla questione delle candidature.

“Il parere chiesto dall’Ufficio di Presidenza della scorsa legislatura al professor Lupo prima dell’elezione dell’attuale Giunta è diventato l’unico ad essere trasmesso e considerato come l’interpretazione prevalente della norma, ma io credo fosse indispensabile e doveroso che tutti i consiglieri venissero messi a conoscenza, in quella fase, dell’esistenza del parere delle tre massime dirigenti del Consiglio”, ha osservato il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi.

Il capogruppo degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel, bacchetta l’Ufficio di Presidenza della scorsa legislatura per non aver voluto affrontare la questione, “nonostante la presenza di una nota chiara redatta dagli uffici del Consiglio”.

Quale componente dell’Ufficio di Presidenza della passata legislatura, il capogruppo dell’Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz, ha messo i puntini sulle i. “Se avrete modo di leggere i verbali, vedrete che l’interpretazione letterale della legge erano abbastanza chiara. Tuttavia, all’interno del dibattito dell’Ufficio di Presidenza era stata evidenziata la possibilità di interpretazioni differenti.”

E, quando la situazione si è concretizzata, “si è proceduto a richiedere un parere supplementare rispetto alle valutazioni già formulate dall’Ufficio di Presidenza.”

Nella foto: Stefano Aggravi, presidente del consiglio regionale della Valle d’Aosta