Stop killing games: via libera in California al Protect Our Games Act
Il movimento Stop killing games cresce mentre il disegno di legge supera un nuovo passaggio e punta a tutelare i consumatori.
La battaglia di Stop Killing Games entra in una fase decisiva. Il Protect Our Games Act, noto anche come AB 1921, ha superato un passaggio fondamentale nell’iter legislativo californiano.
Il 14 maggio, la Assembly Appropriations Committee ha votato a favore del provvedimento con un risultato netto: 11 voti favorevoli e 2 contrari. Il voto è arrivato nonostante il tentativo dell’Esa, l’associazione dei principali publisher americani, di bloccare la proposta. Il testo, presentato dall’assembleista Chris Ward, punta a tutelare i consumatori quando un gioco viene dismesso dai publisher.
COSA PREVEDE LA LEGGE
Il Protect Our Games Act obbligherebbe i publisher che chiudono i server di un titolo a offrire almeno una soluzione alternativa. Le opzioni previste sono tre: una versione offline del gioco, una patch che ne garantisca il funzionamento senza server oppure un rimborso ai giocatori.
La norma si applicherebbe ai titoli messi in vendita dal 1° gennaio 2027, una scelta pensata per rendere il testo più mirato e meno contestabile. L’Esa ha definito la proposta “fondamentalmente difettosa”, sostenendo che aumenterebbe i costi di sviluppo e frenerebbe l’innovazione.
IL MOVIMENTO RAFFORZA LA PROPRIA POSIZIONE
Stop Killing Games ha risposto punto per punto alle critiche dell’Esa. Il movimento ha ricordato che la legge non impone di mantenere server attivi per sempre. Chiede solo che un prodotto acquistato non diventi inutilizzabile senza alternative. La proposta nasce dopo casi molto discussi, come la chiusura forzata di The Crew, che ha lasciato migliaia di utenti senza accesso al gioco.
Il fondatore Ross Scott continua a guidare una mobilitazione crescente. Il voto californiano rappresenta un segnale politico forte. Il percorso legislativo è ancora lungo, ma il sostegno pubblico aumenta.
UN MOVIMENTO GLOBALE CHE SUPERA IL MILIONE DI FIRME
Il fenomeno non riguarda solo gli Stati Uniti. In Europa, la petizione di Stop Killing Games ha superato 1,4 milioni di firme. La Commissione Europea dovrà rispondere entro luglio 2026, aprendo un possibile fronte normativo anche nel mercato europeo. Il tema è ormai centrale nel dibattito sul consumo digitale.
La richiesta è chiara: garantire che un gioco acquistato rimanga accessibile. Il Protect Our Games Act potrebbe diventare un modello internazionale. La pressione dell’opinione pubblica e il crescente coinvolgimento politico indicano che la discussione non si fermerà.
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