Ippodromo Varese, la situazione delle scuderie tiene banco al Comune

Scritto da Fm
Seduta della commissione Sport dedicata alle scuderie dell’ippodromo di Varese, di proprietà dell’ex gestore. Lo sfratto di 150 cavalli pesa sul piano di rilancio.

L’ippodromo Le Bettole, grazie alla nuova gestione in capo alla società Varese Turf & Sport, sembra attraversare una fase positiva, dopo il travaglio degli ultimi anni.

Ma c’è ancora un grosso nodo da sciogliere: la situazione delle scuderie, che finora hanno ospitato 150 cavalli, ma sono di proprietà della Società varesina incremento corse cavalli, vale a dire il precedente gestore.

La Svicc ha chiesto di sgomberare i box entro 60 giorni, con l’obiettivo di riqualificare l’area, forse demolendo le strutture che ci sono ora e costruendo al loro posto edifici residenziali, come abbiamo già visto accadere – o ipotizzare – per altri ippodromi della penisola.

La questione è stata al centro della seduta della commissione consiliare Sport tenutasi ieri, 20 maggio, che aveva lo scopo di appurare se il Comune intende farsi carico del ripristino della piena funzionalità dell’impianto e “garantire e consentire in qualità di ente proprietario la ripresa dell’attività ippica, consentendo l’uso delle scuderie propedeutico per la salvaguardia degli animali e nello stesso tempo l’interesse sportivo e degli addetti ai lavori”.

LA POSIZIONE DEL NUOVO GESTORE E DEGLI ALLENATORI

Alla seduta erano invitati i legali rappresentanti di: Svicc, Varese Turf & Sport, l’associazione Nuovo galoppo Italia e la società Gonnelli Team.

A raccontare come è andata è il quotidiano Varesenews, che riferisce i punti principali di un dibattito molto acceso, nel quale il Comune avrebbe dovuto avere un ruolo di mediatore fra nuovo e vecchio gestore e allenatori, per poi, nei fatti, rivelarsi spaccato, con i consiglieri comunali schierati su posizioni antitetiche.

Alla riunione convocata su richiesta del consigliere di Fratelli d’Italia Salvatore Giordano, alla fine la Svicc non si è presentata, Luigi Rinzivillo, amministratore delegato di Varese Turf & Sport  ha presentato il piano di sviluppo dell’ippodromo per i prossimi anni, evidenziando che non sarebbe possibile realizzarlo in assenza di cavalli stanziali e che va preservato il valore storico e identitario della struttura.

Dello stesso parere si sono detti gli allenatori, ribadendo che “le scuderie sono una struttura attiva e radicata nel territorio sin dal 1940” e che “spostare 150 cavalli a Milano — la piazza più vicina — significherebbe svuotare Varese di un’intera filiera, con ricadute economiche che andrebbero ben oltre il semplice settore ippico”.

IL DIBATTITO POLITICO

È interessante dare conto anche delle posizioni espresse dai diversi consiglieri comunali presenti in commissione Sport.

L’assessore allo Sport Stefano Malerba ha ricordato l’impegno del Comune, a cui si deve il bando di gestione trentennale per l’ippodromo, ma pure che non può intervenire direttamente nel contenzioso, visto che le scuderie sono di proprietà privata.

Una dichiarazione che ha fatto da “miccia” per i consiglieri comunali di opposizione Roberto Parravicini (Lega), Simone Longhini (Forza Italia) e Franco Formato (Varese Ideale), che hanno chiesto chiarezza all’ente e di “non lavarsene le mani”, detto in parole povere.

Di sicuro, non c’è molto tempo per trovare una soluzione e salvare le scuderie, e il futuro, dell’ippodromo di Varese.

L’avvio della nuova stagione di corse è in programma dal 10 giugno.

Nella foto: il Comune di Varese – Crediti fotografici © Sito ufficiale del Comune