La Consulta giochi pubblici è realtà, ecco come funzionerà

Scritto da Fm
Pubblicato in Gazzetta ufficiale il regolamento che istituisce la Consulta permanente sui giochi pubblici, in vigore dal 6 giugno. Tutti i dettagli.

Entrerà in vigore dal 6 giugno il “Regolamento relativo alla organizzazione, al funzionamento e alla nomina dei componenti della Consulta permanente dei giochi pubblici ammessi in Italia con lo scopo di monitorare l’andamento delle attività di gioco” pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica.

Il Regolamento, veicolato da un decreto del ministero dell’Economia e delle finanze, istituisce la Consulta prevista dal riordino del gioco online presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

I MEMBRI DELLA CONSULTA

La Consulta è presieduta da un dirigente di prima fascia dei ruoli del Mef ed è composta da ulteriori 14 membri: un rappresentante del ministro della salute; due rappresentanti designati da Adm e uno dalla Guardia di finanza; un rappresentante dell’autorità politica delegata dal presidente del Consiglio dei ministri per l’esercizio delle funzioni in materia di politiche giovanili.

Poi ci sono tre rappresentanti designati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, di cui uno per ciascuna area geografica nord, centro e sud; uno dell’Anci – Associazione nazionale comuni italiani, uno del Cncu – Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti.

Inoltre, un rappresentante è designato dall’Osservatorio nazionale permanente sull’andamento del fenomeno delle tossicodipendenze, istituito presso il Dipartimento nazionale per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri; due dalle associazioni maggiormente rappresentative dei concessionari del gioco pubblico e dalle associazioni di categoria degli esercenti maggiormente rappresentative.

UN MANDATO TRIENNALE

Secondo quanto prevede il decreto del Mef il presidente e i componenti della Consulta sono nominati con decretodel ministro dell’Economia e delle finanze e restano in carica tre anni a decorrere dalla data di adozione del decreto di nomina.

Ma c’è una precisazione importante: “Nell’eventualità che il mandato dei singoli componenti cessi anticipatamente rispetto al triennio, il componente subentrante a quello cessato resta in carica soltanto per la residua parte del mandato del componente cessato”.

ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLA CONSULTA

Come sottolineato, per il funzionamento della Consulta sui giochi è essenziale il supporto di Adm, che garantisce lo svolgimento delle funzioni di Segreteria nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali.

Inoltre, la Consulta è regolarmente costituita con la presenza di almeno il 50 percento più uno dei componenti; sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenta la maggioranza semplice dei presenti. In caso di parità prevale il voto del presidente.

Se i componenti non assicurano la presenza per sei incontri consecutivi, il presidente invia una segnalazione al Mef, che, “salvo motivati ed eccezionali impedimenti, ne dichiara la decadenza e ne richiede la sostituzione”, si legge ancora nel decreto pubblicato in Gazzetta.

In relazione a specifiche tematiche, la Consulta può invitare a partecipare alle sedute rappresentanti di enti o istituzioni nazionali, pubblici o privati, di società specializzate nel settore da approfondire nonché di enti di ricerca, università o società, fondazioni e associazioni a carattere scientifico, nonché di associazioni rappresentative di interessi diffusi.

All’interno della Consulta, su tematiche specifiche, possono essere attivate gruppi di lavoro o specifiche Commissioni.

È prevista, con cadenza annuale, la trasmissione di una relazione sull’attività svolta, e di una relazione conclusiva, tre mesi prima della scadenza del proprio mandato, al ministro dell’Economia e delle finanze.

NESSUN COMPENSO

Ai componenti e ai partecipanti alle riunioni della Consulta, recita il decreto del Mef, “non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi spesa o altri emolumenti comunque denominati”.

La Consulta svolge la propria attività nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.




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