Eurispes: sempre più videogiochi nell’industria culturale e creativa italiana
Nel nuovo Rapporto Italia 2026 dell’Eurispes si evidenzia il peso del settore videogame nel Made in Italy e nello sviluppo culturale ed economico.
I videogiochi sono parte integrante del Made in Italy. A sancirlo ancora una volte è il Rapporto Italia 2026 dell’Eurispes, giunto alla sua 38ª edizione.
Il documento si sviluppa in sei capitoli, sei saggi e sessanta schede fenomenologiche. L’analisi affronta temi centrali per il Paese, con un focus sulle trasformazioni produttive e culturali. E nel capitolo Ricchezza dei mezzi, povertà dei fini, l’Eurispes inserisce anche il settore dei videogiochi, considerato parte del nuovo Made in Italy. Il rapporto evidenzia come le nuove filiere strategiche stiano ridefinendo la competitività nazionale.
LE NUOVE FILIERE STRATEGICHE E IL PESO DEL DIGITALE
Il Rapporto sottolinea che la forza del capitalismo italiano si è storicamente concentrata nelle “5A”: agroalimentare, abbigliamento, arredo, automazione e automotive. Tuttavia, secondo l’Eurispes, queste filiere non esauriscono più il perimetro della competitività.
Le Industrie Culturali e Creative assumono un ruolo decisivo grazie al capitale cognitivo e simbolico. Il settore genera 64 miliardi di fatturato, con 204.000 imprese e 453.000 occupati.
All’interno di questo ecosistema, software e videogiochi rappresentano un comparto trainante. Il rapporto evidenzia come la riconfigurazione produttiva italiana passi anche attraverso queste nuove industrie digitali.
VIDEOGIOCHI E INDUSTRIE CREATIVE: UN MOTORE DI SVILUPPO
La scheda dedicata alle Imprese culturali e creative approfondisce il ruolo del settore nella rigenerazione urbana e nello sviluppo sociale. L’Eurispes ricorda che le Icc hanno acquisito centralità dal 2006, anche grazie al rapporto The Economy of Culture in Europe. I dati Eurostat confermano la tendenza: 8,7 milioni di lavoratori nell’Unione europea, pari al 3,8 percento della forza lavoro, e 1,2 milioni di imprese.
In Italia, nel 2024, risultavano attive 288.786 imprese nel dominio core della cultura. Il settore del software e dei videogiochi è il principale generatore di valore aggiunto, con 17,7 miliardi di euro, seguito da editoria, stampa, architettura e design.
Il comparto dei videogame, in particolare, rappresenta un punto di incontro tra tecnologia, creatività e industria. La sua espansione conferma la capacità dell’Italia di competere in mercati globali ad alto valore aggiunto. L’Eurispes invita a considerare queste filiere come parte integrante delle strategie nazionali di sviluppo e competitività.
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