Casinò Sanremo, Gustavo Zagrebelsky ai Martedì letterari il 29 maggio

Scritto da Fm
Venerdì 29 maggio Gustavo Zagrebelsky presenta il libro autobiografico ‘Memoria di casa’ ai Martedì letterari del Casinò di Sanremo.

“Accade che le tre fasi della vita, giovinezza, maturità, vecchiaia, siano in realtà due: quella in cui, consapevolmente, ci si allontana dalla matrice, e quella in cui, consapevolmente o inconsapevolmente, vi si ritorna.”

Queste parole campeggiano nel libro “Memoria di casa” (Einaudi) scritto dal giurista e saggista Gustavo Zagrebelsky, protagonista del nuovo appuntamento con i Martedì letterari del Casinò di Sanremo in programma venerdì 29 maggio nella sala privata della casa da gioco, alle ore 16.30.

L’evento è realizzato in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e l’UniTre Sanremo. Partecipa Stefania Sandra.

Al termine intorno alle 18.30 Zagrebelsky si sposterà al Cimitero monumentale.

MEMORIA DI CASA

In una villa nella campagna piemontese che assomiglia a una dacia russa, ed è insieme casa delle illusioni e delle disillusioni, una famiglia si riunisce per rievocare il tempo e le persone che non ci sono più.

Soprattutto Jean e Lisín, che si incontrano e si innamorano nella Sanremo degli anni Venti. Lui, fascinoso e tormentato, rimarrà sempre un émigré alle prese con i suoi “giorni neri”.

Lei, testarda e saggia, di salde radici valdesi, cercherà per tutta la vita di sciogliere i nodi.

Ma “fare memoria” non è semplicemente ricordare. È dare vita a chi l’ha perduta, rallegrarsi, affliggersi, chiedere scusa quando è il caso. È cercare di capire, senza giudicare.

IL RACCONTO DEL TERZO FRATELLO

Quando i fratelli Zagrebelsky vengono convocati dalle proprie figlie nella casa di famiglia, lo scopo è quello di ripercorrere il tempo perduto, scambiarsi aneddoti, rinsaldare un sentimento comune.

I soggiorni al mare col nonno vestito di lino, i viaggi in macchina e la guida non proprio ortodossa, il cono gelato e le mani appiccicose, le notti nel letto con la nonna per vincere la paura del buio.

Ma per chi si avvicina alla vecchiaia quei ricordi sono dettagli di un quadro più ampio, che forse oggi è possibile ricostruire facendosi finalmente le domande scansate nella giovinezza.

È il terzo fratello, Gustavo, l’unico a portare un nome legato al ramo materno della famiglia, ad assumersi la responsabilità di raccontare, partendo non solo da un tempo lontano, ma anche da terre e vicende lontanissime.

DUE STORIE CHE SI INTRECCIANO

Perché Jean e Lisín – suo padre e sua madre – hanno alle spalle le storie di due minoranze per molti versi opposte: da un lato gli esuli russi, per i quali l’uguaglianza era stata la rovina, dall’altro i valdesi, per cui l’uguaglianza era stata la conquista.

Sorpresi dallo scoppio della Prima guerra mondiale durante una vacanza a Nizza, gli Zagrebelsky (tra cui il padre appena cinquenne dell’autore) non torneranno mai più a casa, e in un appartamento di due stanzette a Sanremo, con vista sugli orti e sul gasometro, coltiveranno la nostalgia per il Paese delle origini e il rimpianto per i privilegi perduti.

È lí che nel 1926 Jean incontra Lisín, dolce e rocciosa insieme, figlia di un valdese tanto dedito al lavoro che persino sulla sua tomba compare il titolo di ingegnere.

Come acque diverse riunite nello stesso fiume, i caratteri di Jean e Lisín scorrono paralleli, a due livelli diversi. Lui sempre convinto che le tempeste arrivino a sorpresa e che occorra tenersi pronti a parare i colpi. Lei invece sicura che la vita sia un gomitolo da districare, sempre capace di guardare oltre, perché ogni cosa “poi passa”.

Se nella vita non è stato difficile, per figli e nipoti, scegliere da che parte stare, questa “ricapitolazione critica” diventa l’occasione per comprendere più a fondo, e con piú affetto, la figura di un padre forse non “sradicato” ma di certo “spaesato”, che nonostante il passaporto italiano rimarrà nell’intimo per sempre apolide, anche dentro la sua famiglia.

UNA VITA DI LIBRI

Gustavo Zagrebelsky è professore emerito di Diritto costituzionale all’Università di Torino.

Fra le sue numerose pubblicazioni einaudiane, “Il diritto mite” (1992 e, in una nuova edizione, 2024), “Imparare democrazia” (2007), “Sulla lingua del tempo presente” (2010), “Giuda” (2011), “Simboli al potere” (2012), “Fondata sulla cultura” (2014), “Liberi servi” (2015), “Senza adulti” (2016), “Diritti per forza” (2017), “Diritto allo specchio” (2018), “La Giustizia come professione” (2021), “La lezione” (2022), “Il dubbio e il dialogo. Il labirinto di Norberto Bobbio” (2024) e “Memoria di casa” (2025).

L’EVENTO DEL 2 GIUGNO

Martedì 2 giugno alle ore 15.30 al teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo si celebra la Festa della Repubblica con Alfonso Celotto e Giulia Guerrini e la presentazione del libro “Viva il Re! Viva la Repubblica. 2 giugno 1946 – La storia e le storie di un voto” (Mondadori).

A seguire ci sarà il concerto dell’Orchestra sinfonica.

Nella foto: Gustavo Zagrebelsky