Bingo, Unione consumatori italiani: ‘Ripristinare la concorrenza’
L’Unione consumatori italiani fa sua la segnalazione dell’Agcm sul limite massimo al payout del bingo e chiede il ripristino della concorrenza per garantire gli utenti.
“Le istituzioni devono impegnarsi perché il gioco diventi un servizio sicuro per gli utenti. Ciò è possibile solo con la razionalità ed uniformità delle norme che lo regolamentano.”
Ne è convinto l’avvocato Massimiliano Albanese, segretario federale dell’Uci – Unione consumatori italiani, che trae spunto dalla recente segnalazione dell’Agcm – Autorità garante della concorrenza e del mercato alla commissione Finanze del Senato, sui rischi per il mercato degli operatori dovuto alle differenze tra le norme che regolano il gioco del bingo fisico tradizionale e quello di altri giochi, specialmente digitali.
Un tema che ha importanti ricadute anche sulla tutela dei consumatori.
“DIVARIO PERICOLOSO FRA PAYOUT DEL BINGO E QUELLO DEGLI ALTRI GIOCHI”
Nella nota diramata dall’Uci viene rimarcato il “divario pericoloso tra il payout del Bingo, cioè il premio pagabile ai vincitori – attualmente fissato dalla legge di Bilancio 2025 tra il 70 e il 71 percento del prezzo di vendita delle cartelle – ed il payout ben più elevato di altri giochi regolamentati, inclusi quelli del canale online dove le vincite si attestano tra il 90 ed il 95 percento della raccolta”.
Inoltre, si evidenzia che le restrizioni alla misura massima dei premi eliminano la possibilità per i concessionari di competere attraverso la principale leva concorrenziale del settore, che è appunto il payout, imponendo un allineamento forzato dei comportamenti economici, con un effetto particolarmente penalizzante per le sale bingo fisiche, gravate da elevati costi strutturali e fiscali, perché ne comprime ulteriormente la redditività, mettendo a rischio la sostenibilità economica della rete, dell’occupazione e dell’indotto collegato.
SALE BINGO PENALIZZATE, L’OFFERTA VA RIMODULATA
Per Albanese, quindi, limitare il payout del bingo significa orientare i giocatori verso giochi potenzialmente più remunerativi, come quelli digitali. “Penalizzare in questo modo le sale bingo significa cancellare progressivamente un tipo di gioco che si svolge in contesti di aggregazione sociale e con ritmi meno alienanti rispetto ad altre tipologie di gioco. Significa esporre i giocatori al rischio concreto di scelte autolesionistiche, alla ricerca di premi maggiori”, commenta Albanese.
L’Unione consumatori italiani si unisce quindi alle proposte formulate dall’Agcm, chiedendo interventi urgenti per il ripristino delle condizioni di leale concorrenza tra gli operatori del settore, consentendo alle sale bingo di modulare l’offerta in base alle condizioni di mercato, recuperando sostenibilità economica e preservando così l’occupazione ma, soprattutto, contribuendo sul territorio a limitare il ricorso da parte dei giocatori a soluzioni di gioco apparentemente più remunerative, che risultano estremamente più rischiose.
Incluso il gioco illegale.
Con la convinzione che il ripristino della concorrenza tra gli operatori possa “incidere positivamente anche sugli standard di sicurezza dei servizi da loro erogati ai consumatori”.
Nella foto: Massimiliano Albanese, segretario federale dell’Uci – Unione consumatori italiani